Al via a Parma il progetto europeo EuroPLEx coordinato dall’Ateneo

All’interno di EuroPLEx saranno formati 15 giovani ricercatori in 9 università europee. Circa 700.000 euro arriveranno al Dipartimento SMFI dall’Unione Europea

Si è tenuta nei giorni scorsi al Campus Scienze e Tecnologie dell’Ateneo la prima riunione del Supervisory Board di EuroPLEx (European network for Particle physics, Lattice field theory and Extreme computing), una rete di ricerca europea finanziata dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon2020, il programma quadro europeo per la promozione della ricerca e dell’innovazione.

L’Università di Parma è l’ente coordinatore del progetto, che vede la responsabilità scientifica del prof. Francesco Di Renzo, docente di Fisica Teorica al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche (SMFI). Il finanziamento dell’Agenzia Esecutiva per la Ricerca (REA) della Commissione Europea ammonta a poco più di 4 milioni di euro, di cui circa 700.000 euro sono destinati al Dipartimento SMFI.

All’interno di EuroPLEx saranno formati 15 giovani ricercatori in 9 università europee: oltre a Parma, le università di Berlino (Hümboldt), Regensburg e Bielefeld in Germania, le università di Edinburgo e Swansea nel Regno Unito, il Trinity College di Dublino in Irlanda, la Università Autonoma di Madrid in Spagna e quella di Odense in Danimarca. Due di questi giovani ricercatori, uno svedese e una indiana, stanno iniziando il loro percorso di studi e ricerche a Parma. Otto dei 15 ricercatori di EuroPLEx sono già stati selezionati e i rimanenti 7 stanno per esserlo; i due che lavoreranno a Parma sono fra i primi otto già selezionati: dei restanti 6, ben quattro sono italiani e svolgeranno il Dottorato in Germania e Irlanda.

Gli obiettivi di ricerca dei gruppi delle 9 università coinvolte riguardano la Fisica delle particelle elementari. Anche EuroPLEx infatti è parte del grande sforzo collettivo che cerca di comprendere a livello teorico quello che ancora ci sfugge, attraverso studi teorici sempre aperti al confronto con gli esperimenti: per questo in EuroPLEx sono presenti come partner 5 istituzioni di ricerca (il CERN, la tedesca DESY, la statunitense BNL e 2 gruppi delle università di Birmingham e Groningen) che coprono un ampio ventaglio dei più importanti esperimenti di fisica delle particelle condotti in tutto il mondo.

La ricerca di EuroPLEx fa cooperare strumenti di indagine matematico/formale e numerico. Il calcolo ad elevate prestazioni è uno dei pilastri che rendono possibile le ricerche di EuroPLEx: per questo anche due grandi aziende produttrici di sistemi di calcolo (CRAY e nVidia) sono partner del progetto. La formazione di professionalità che potranno spendersi non solo in ambiente accademico è uno dei punti di forza del progetto. Un secondo esempio è fornito dal settore che in anni recenti è divenuto noto come Data Science: la capacità di analizzare in modo affidabile grandi moli di dati per trarne informazioni significative (e previsioni, nel caso) è una delle sfide della nostra società, dalla medicina all’economia, dalla fornitura di servizi all’industria della cultura e della comunicazione. Per questo, altri 3 partner industriali coopereranno con le ricerche di EuroPLEx: fra questi la ditta parmigiana Maps, la ditta inglese WePredict attiva nel mondo automotive e la branca tedesca di Google.

Altri due partner industriali di EuroPLEx vengono dal settore della industria della comunicazione scientifica: la spagnola Prensa Científicae la società di Trieste SISSA Medialab.

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