bacino di armoraro

Meglio della cassa di espansione, ma occorrono anche le tracimazioni controllate.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Abbiamo letto con attenzione il comunicato dell'onorevole Fabio Ranieri e abbiamo apprezzato l'interesse che finalmente qualcuno dedica a temi così importanti del nostro delicato territorio. Il bacino di Armorano potrebbe essere costruito risparmiando i soldi della inutile cassa di espansione del Baganza, sostituita integralmente da diffuse, molto più economiche e sicure tracimazioni controllate. Se è vero che il bacino, essendo costantemente pieno di acqua, non potrà avere benefici sul picco delle onde di piena e quindi sulle alluvioni, sarà però un fondamentale accumulo di acqua da poter sfruttare sia a scopi idroelettrici che irrigui. Riteniamo molto significativo l'intervento dell'On. Rainieri perché mette in luce anche da un altro punto di vista quanto sia inutile spendere denari per una cassa d'espansione definibile vero e proprio depistaggio idraulico e del buon senso. Preventivata per 55 milioni ma con consuntivi che arriveranno intorno ai 100 milioni (vedi tutte le passate esperienze di italica impostazione...), con tali somme si possono veramente mettere in sicurezza gran parte dei nostri territori sia montani che di pianura sfruttando adeguatamente il connubio boschi e dilavamento programmato per le frane, invasi e dighe per la conservazione delle acque piovane. Vorremmo anche elogiare il Direttore di Aipo Dott. Berselli per aver condotto il suo staff tecnico ad una discussione profonda sui fenomeni alluvionali; infatti gli ingegneri idraulici di Aipo stanno valutando le tracimazioni programmate sulle arginature. Ad oggi ovviamente non conosciamo ancora le teorie che verranno utilizzate ma, dal nostro punto di vista, riteniamo che nel momento in cui si sceglierà di far tracimare attraverso sfioratori laterali le acque di piena nelle campagne o comunque di creare diversivi per dirottare le acque di piena in campagne non antropizzate più distanti dagli alvei, si verranno anche e finalmente a mettere in discussione le casse di espansione fluviali. Casse e tracimazioni si devono ritenere presidi idraulici alternativi e non complementari. Infatti le casse per definizione hanno capacità di ritenzione limitata e calcolata sulle piogge storiche (oggi messe in discussione dalle variazioni climatiche), per cui definibili insufficienti, mentre le tracimazioni diffuse sui terreni agricoli sono illimitate e non per forza soggette a calcoli anche se di larga massima. Per cui le casse divengono inutili ed i denari ad esse destinati possono essere trasferiti ai ben più utili bacini o laghi irrigui, da cui anche poter ricavare energia idroelettrica rinnovabile e pulita. Siamo a disposizione per un dialogo al fine di rendere più sicuro il nostro territorio da sempre ad alto rischio idrogeologico. Il gruppo AMO COLORNO

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