Carlo Lucarelli all’Università di Parma: “Accanto alle vittime dei reati”

Lo scrittore ha raccontato l’attività della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, di cui è presidente. Dal 2004 più di 700 persone aiutate per un totale di 3 milioni di euro. Università di Parma primo Ateneo ad aderire

 “Sono felice di essere qui e della vostra adesione, che è adesione alla nostra logica. Quello che possiamo fare, lo facciamo: la logica è questa”.  Carlo Lucarelli ha commentato così, ieri sera, l’ingresso dell’Università di Parma nella Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati. L’Ateneo di Parma è la prima Università a entrare nella fondazione, nata nel 2004 per volontà della Regione Emilia-Romagna, delle Province e dei Comuni capoluogo per fornire un sostegno immediato alle vittime dei reati più gravi o ai loro familiari.

Lucarelli ha partecipato ieri sera nell’Aula Magna dell’Università al convegno Dopo la violenza: il sostegno alle vittime e la cura dei legami sociali, organizzato proprio per rendere noto l’ingresso dell’Ateneo come socio. Accanto a lui il Rettore Paolo Andrei, il Pro Rettore alla Terza Missione Fabrizio Storti, che ha sottolineato la necessità di sviluppare un sentimento di solidarietà nei confronti delle vittime dei reati, Chiara Scivoletto, docente di Sociologia giuridica all’Università di Parma, che ha approfondito l’evoluzione del concetto di vittima in ambito  giuridico, sociale e politico, e la direttrice della Fondazione Elena Buccoliero, che ne ha illustrato l’attività e i numeri: nel 2018 70 persone aiutate con 207mila euro, dal 2004 più di 700 persone per un totale di 3 milioni di euro. La serata è stata moderata dal giornalista Marco Balestrazzi

Carlo Lucarelli ha raccontato volti e storie delle vittime, comunicando il dolore, la rabbia, il desiderio di giustizia, il bisogno di sostegno che le vittime di gravi reati conoscono perfettamente e l’importanza di un aiuto concreto al momento giusto, subito dopo la violenza.

“La Fondazione mi ha insegnato questo: a superare la logica del giallo, che quasi tutti hanno e che quasi sempre connota l’evento criminale nel nostro immaginario. L’immediatezza, i riflettori accesi… E dopo questo si pensa che l’evento criminale sia finito. Invece non è così. La Fondazione mi ha insegnato che i problemi iniziano proprio in quel momento, quando tutti pensano che l’evento criminale sia finito. Proprio lì, in quel momento, arriviamo noi, inserendoci in una rete che comunque esiste e cercando di tappare un buco”, ha spiegato Carlo Lucarelli. “Chi è vittima di una reato grave ha preso un colpo durissimo. E la prima sensazione è di estrema solitudine: la stessa che si ha quando si subisce una perdita. Ecco: noi interveniamo lì”.

Anche il Rettore Paolo Andrei ha espresso soddisfazione per l’ingresso dell’Università di Parma nella Fondazione: “Sono convinto che un’Università, nelle azioni che compie, come ad esempio questa adesione alla Fondazione, ma anche nell’attività quotidiana, debba portare avanti la cultura del “farsi carico”. Che è la stessa della Fondazione. E mi fa piacere sottolineare l’attenzione alla persona, la centralità della persona, che è di questa Università e di cui sono orgoglioso”, ha detto, ricordando anche il lavoro fatto con il carcere per la creazione del Polo Universitario Penitenziario. “Il ruolo dell’Università nella Fondazione – ha aggiunto - può essere proprio quello della diffusione della cultura dell’attenzione alle vittime di reato, con l’idea di essere faro di processi che possano stimolare lo spirito di comunità”.

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