cassa di espansione sul baganza? no di amo colorno.

Meglio la tracimazione controllata. Costa di meno ed è più efficiente.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il nostro territorio è uno di quelli a più alto rischio idrogeologico. Abbiamo dovuto fare i conti a cadenza costante con le piene del PO, e spesso ci siamo ritrovati con l’acqua alla gola. L’allagamento avvenuto a Colorno il 12 dicembre 2017 ne è la prova tangibile, per il quale la regione ancora sta risarcendo i danni subiti. Al fine di porre rimedio a questo angusto problema, si è pensato di realizzare una cassa di espansione sul torrente Baganza. Per realizzare l’opera il governo stanziò 85 milioni per la sicurezza sul territorio dell’Emilia-Romagna, e di questa somma, 55 milioni furono “messi da parte” per il nodo idraulico di Colorno. La cassa di espansione interessa oltre al territorio Colornese, anche le zone di Collecchio, Sala Baganza e Felino. La domanda che ci siamo posti è sull’affidabilità di questo progetto. Per questo motivo ci siamo affidati all’ing. Roberto Colla, membro attivo del nostro coordinamento, che da anni ha lavorato sui fiumi del nord Italia. La cassa di espansione è uno scolmatore, che ha lo scopo di livellare l’acqua accogliendola tutta insieme e rilasciandola successivamente. In pratica essa dovrà fermare una grossa quantità di acqua, tramite una parete di circa 16 metri d’altezza. Se vi fossero problemi alla stabilità di queste pareti, immaginate quale quantità d’acqua verrebbe rilasciata e a quale velocità. Si verificherebbe un disastro di proporzioni quasi catastrofiche. Con questo nessuno vuole definire insicure le “casse di espansione”, ma di certo non risolvono il problema, scolmando l’acqua. Un tronco d’albero trascinato dall’acqua alla velocità di una “palla di cannone” o dei roditori, potrebbero riuscire a danneggiare le pareti della cassa di espansione causando danni ancora più gravi di un alluvione. Occorre poi sapere che un progetto di una cassa di espansione viene realizzato attraverso dei calcoli precisi. Se viene a mancare anche uno solo dei valori dei valori presi in esame, la cassa di espansione diviene insufficiente e forse anche pericolosa. Uno dei valori che viene preso in esame, ad esempio, è la quantità di pioggia. Con il clima che sta cambiando costantemente, oggi è davvero complicato fare delle previsioni precise sulla percentuale di pioggia che deve cadere in un certo periodo. Alla luce di quanto detto, la spesa di circa 55 milioni di euro non è affatto giustificata. Si dovrebbero utilizzare le risorse per problemi ben diversi e davvero risolvibili. Per evitare di allagarsi, la soluzione è una sola: “Tracimazioni controllate”. Anche AIPO finalmente ha deciso di iniziare a valutare la cosa. La Tracimazione consiste nel dissipare l’acqua fin dall’inizio del suo tragitto, liberandola in piccole quantità nelle campagne circostanti. In tal modo l’acqua si dirada man mano e non crea danni a nessuno. La tracimazione controllata offre inoltre notevoli vantaggi, come la possibilità di realizzare dei laghetti artificiali, utili nei periodi di siccità per l’irrigazione dei campi e rende i terreni su cui va ad estinguersi l’acqua, più limacciosi e fertili. Insomma un procedimento poco costoso, e molto più sicuro di una cassa di espansione. Fermare l’acqua è sempre molto rischioso, ma rilasciarla lentamente in tutto il percorso di certo non lo è. Siamo convinti che si voglia iniziare seriamente a prendere in considerazione quanto detto e che si rivaluti l’idea di realizzare la cassa di espansione sul Baganza. IL GRUPPO AMO COLORNO

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