Due mostre a Mantova e Parma sulle Avanguardie del primo Novecento: una riduzione “speciale”

I visitatori che si presenteranno a Palazzo della Ragione di Mantova con il biglietto della mostra di Parma potranno visitare la mostra Marc Chagall come nella pittura così nella poesia a prezzo ridotto

A poche settimane dalla chiusura (3 febbraio 2019) la mostra MARC CHAGALL come nella pittura così nella poesia ha raggiunto quasi 60.000 visitatori. L’esposizione a cura di Gabriella Di Milia, in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca,  promossa dal Comune di Mantova e organizzata e prodotta con la casa editrice Electa, ha portato a Palazzo della Ragione oltre 130 opere del pittore bielorusso tra cui un prestito eccezionale: il ciclo completo dei 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca, che torna in Italia dopo quasi vent’anni.

Dipinti, gouaches, incisioni in mostra raccontano il percorso di un’artista che non si inserì mai in una precisa corrente, tuttavia sperimentò, alla ricerca della modernità, le soluzioni di ordine formale dei vari linguaggi dell’Avanguardia del primo Novecento, in particolare a seguito del suo soggiorno a Parigi nel 1910. Mantenendo un interesse preminente per i suoi soggetti e rimanendo sempre legato alla sua formazione, alla tradizione russa e alla cultura ebraica, partecipò alla vitalità delle nuove proposte dell’arte occidentale: adottò la libertà di mezzi del cubismo e del suprematismo, svuotando la forma geometrica di tutto quel che poteva ricondurre al reale, fece un uso disinvolto dei procedimenti tipici dell’orfismo e, pur non aderendo alla rivoluzione surrealista fondata da Breton, fu da lui considerato un precursore dell’uso di immagini multiple, colui che per primo introdusse la metafora nella pittura.

E così, villaggi dipinti con una elementarità volutamente infantile, suppellettili dall’aspetto naif - come nelle insegne delle botteghe della provincia russa, collezionate da Chagall e dai cubo-futuristi russi -, associati a virtuosistiche scomposizioni, a invenzioni geometriche, costituiscono una ricorrente aneddotica che sembra insinuarsi per squilibrare il più possibile un quadro. Chagall sviluppò un linguaggio otticamente associativo, commisurato a quello del sogno.

Prosegue fino al 24 febbraio 2019, al Palazzo del Governatore di Parma, la mostra DALL’ESPRESSIONISMO ALLA NUOVA OGGETTIVITÀ. Avanguardie in Germania, che propone 40 opere dei maggiori rappresentanti di questa corrente culturale e artistica, sviluppatasi in Germania nella prima metà del Novecento, provenienti dal Von der Heydt-Museum di Wuppertal (Germania), che ospita una delle più imponenti collezioni dell'Espressionismo tedesco e delle tendenze artistiche del periodo dopo la prima guerra mondiale, come la Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) e le diverse forme di Costruttivismo e Razionalismo. La rassegna è organizzata da Solares Fondazione delle Arti, in collaborazione con il Von Der Heydt- Museum di Wuppertal, con il contributo del Comune di Parma, col sostegno di Iren e di CePIM – Interporto di Parma.

Il percorso espositivo si sviluppa in due importanti sezioni. La prima si concentra sull'Espressionismo tedesco, presentando opere paradigmatiche per lo più provenienti dalla cerchia dei gruppi di artisti del Die Brücke (Il Ponte) di Dresda, quali Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Otto Mueller, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluff, del Der Blaue Reiter (Il Cavaliere azzurro) di Monaco, tra cui Vassilj Kandinsky, Franz Marc, Alexej von Jawlensky, August Macke e di Der Sturm, la rivista d’arte e galleria con base a Berlino, con autori quali Oskar Kokoschka, Heinrich M. Davringhausen, Max Beckmann, Carl Grossberg. La seconda offre la visione dei cambiamenti estetici negli anni del primo dopoguerra, quando artisti quali Karl Hofer, Eberhard Viegener, Otto Dix, Max Ernst, Jankel Adler, rappresentanti della Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) hanno creato, sotto l'influenza del nuovo Razionalismo e Funzionalismo, della 'Pittura Metafisica' e del Neo-Classicismo del cosiddetto “Ritorno all’ordine" sviluppate in Italia, una nuova atmosfera artistica che riflette la disillusione della generazione che ha vissuto la guerra e la conseguente perdita di vite umane, la distruzione di città europee, la presa di potere delle macchine sia durante gli anni della guerra che nei primi anni '20, ovvero nell'epoca della modernizzazione e della razionalizzazione della produzione, della vita, della società. 

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