Elettrificazione della parma - brescia e ponte nuovo sul po

AMO COLORNO: "Guardare al futuro, ma lavorare per il presente".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Guardare al futuro è importante, ma ancora di più lo è impegnarsi per il presente. Un presente che ad oggi si mostra complicato ed in perenne salita. La chiusura del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore e i soliti ormai quotidiani disservizi di Trenord sulla tratta “Parma - Brescia” continuano a rendere la vita impossibile a residenti, pendolari e commercianti. Mentre questo oscuro presente porta le tenebre su entrambe le rive del fiume, arriva la notizia del piano di fattibilità per l’elettrificazione della tratta Parma - Brescia, senza che vi sia ancora la disponibilità economica. Rfi prevede un investimento di 14 miliardi, con 8 miliardi sembra, già stanziati dal governo precedente, e dal 2021 al 2025 sarà necessario un’ulteriore somma di denaro. Oltre all’elettrificazione della linea “Parma - Brescia” si continua a discutere anche di ponte nuovo con vivo e doveroso interesse. Il ponte nuovo è opera fondamentale, ma ad oggi si sta lavorando ancora sul vecchio e su questo adesso ci si deve concentrare. Frutto di un grosso stanziamento economico che dovrebbe portare i suoi benefici alla fine dell’estate, con la sua riapertura. I lavori procedendo ad una buona velocità, danno rinnovata speranza. Prima però di pensare al ponte nuovo occorrerà pensare alla regolamentazione del traffico su quello riparato, limitando necessariamente il passaggio dei mezzi eccessivamente pesanti. Non vorremmo che i sensori delle travi rilevassero anomalie e che dopo tanta fatica, si ritornasse al punto di partenza. L’idea della ciclo-pedonalità del ponte, Amo - Colorno l’aveva avuta a poco tempo dalla chiusura totale del ponte. Una ciclo-pedonalità che per molto tempo è avvenuta ugualmente, ma senza essere mai regolamentata. Oggi, con il cantiere in corso d’opera, bisognerà valutarne la fattibilità, ma siamo decisamente a favore della proposta fatta dal comitato Trenopontetangenziale. Crediamo tuttavia che sia davvero impegnativo chiederne la regolamentazione. Fino ad oggi le due province, sono state piuttosto silenti, e di certo anche la regione, che da tempo ha sul tavolo del settore amministrativo una proposta del nostro gruppo riguardante lo sgravio IRAP per commercianti e artigiani interessati dal disagio dovuto alla chiusura del ponte. Proposta per cui ad oggi non abbiamo ancora ricevuto nessun tipo di risposta. E’ bello e giusto pensare al futuro ma non dobbiamo dimenticarci che i problemi ci sono già adesso, e parallelamente al lavorare per un domani migliore, occorre necessariamente farlo fin da subito, per dare sollievo a un territorio martoriato dalla boccaccesca avventura del ponte. Avventura grottesca fin dalle prime battute, quando ad accorgersi delle lesioni del ponte, non furono le due province, bensì un semplice cittadino. Proprio oggi Trenord ha regalato gli ennesimi disagi. Il treno 20303 delle ore 07:26 in partenza dalla stazione di Colorno con direzione Parma ha accumulato ben oltre i 40 minuti di ritardo. Il tutto a causa di un ritardo nella preparazione del treno in sede di deposito. Il treno 20306 partito da Parma alle ore 7:13, invece ha accumulato un ritardo di 15 minuti perché si è dovuto fermare a San Polo di Torrile a causa di un problema alla porte che non si chiudevano. Il problema della tratta del rimpianto “Parma - Brescia” a nostro avviso non è dovuto solo alla necessità dell’elettrificazione della linea. Ci sono treni vecchi che andrebbero sostituiti e bisognerebbe che la linea venisse gestita meglio. Abbiamo fermate - stazioni indecorose e una di queste è senza ombra di dubbio quella di Mezzano - Rondani. Non è possibile che vi siano sempre ritardi nella preparazione di un treno e guasti ai sistemi di circolazione (in forze ad Rfi). Trenord ha le sue responsabilità così come Rfi ed entrambe le società non riescono più a gestire la linea. Tutto questo a discapito sempre di chi paga biglietto e abbonamento. Lavoriamo sul futuro, ma facciamolo anche e prima di tutto per il presente. Dopo circa due anni di disagi il territorio non ne può più. Qui non si tratta solo di Colorno o Casalmaggiore. Si tratta di evitare di penalizzare e privare ancora di collegamento ben due regioni. Noi lo diciamo da cittadini che fruiscono del servizio ferroviario e che per spostarsi sull’altra sponda del Po in auto, devono percorrere moltissima strada in più. Il coordinamento del gruppo AMO - COLORNO

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