“La Regione sta sottovalutando il problema della difesa del Cepim dalle esondazioni del Taro"

Rainieri: "Il rischio di una catastrofe è così alto, in particolare per la presenza sulla sponda erosa di un grande deposito di gas, che non riguarda il solo ambito interportuale ma anche gli abitati circostanti“

“La Regione sta sottovalutando il problema della difesa del Cepim dalle esondazioni del Taro. Il rischio di una catastrofe è così alto, in particolare per la presenza sulla sponda erosa di un grande deposito di gas, che non riguarda il solo ambito interportuale ma anche gli abitati circostanti“. Con queste parole il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri, ha commentato la risposta data dalla Giunta regionale, per voce del sottosegretario Gianmaria Manghi, all’interrogazione in question time che sollecitava interventi immediati e risolutivi per scongiurare il pericolo di esondazione della sponda sinistra del fiume Taro, appunto all’altezza del Cepim a Fontevivo, la cui erosione si sta aggravando molto velocemente.

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“Spiace che oggi non sia intervenuta direttamente l’Assessore regionale competente per la difesa del suolo, Paola Gazzolo, che poco tempo fa ha ispezionato di persona quei luoghi – ha quindi proseguito il Consigliere regionale leghista –  I pericoli che può provocare un’esondazione sono così elevati che non si può stare per nulla tranquilli con una risposta da parte del principale ente del territorio, la Regione Emilia-Romagna, che praticamente indica ai privati di provvedere autonomamente. Il rischio non è solo di ingenti danni a strutture private ma anche per aree e servizi pubblici come per l’erogazione di energia elettrica e la ferrovia Milano – Bologna. Non possono farsene esclusivamente carico i privati o il Comune di Fontevivo che da tempo sta lanciando l’allarme. Nemmeno la rassicurazione che comunque si stanno studiando interventi pubblici sui punti più critici dell’asta del Taro tra cui appunto l’area Cepim è sufficiente. Ci vorrebbero interventi urgentissimi, almeno quelli che AIPO e Enel avevano promesso a luglio di effettuare entro la fine dell’estate. Ma nemmeno quelli sono stati effettuati e allora rimane solo da sperare che non vi siano altre precipitazioni violente e abbondanti come quelle che hanno fatto rischiare il disastro degli ulti giorni”.

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