Liberate i macachi: Tony Curcio al quarto giorno di sciopero della fame in piazza Garibaldi

Corteo nazionale a Parma il 6 luglio

"Non siamo in Ameria o in Cina ma nella città di Parma purtroppo, che il prossimo anno riceverà il titolo Parma2020, ossia sarà considerata Capitale Italiana della Cultura, ma siamo sicuri che si meriti questa onorificenza?"

Le associazioni animaliste sono tutte unite e sul piede di guerra per un progetto di ricerca su sei macachi messo in agenda a ottobre dalle università di Parma e Torino. Il progetto denominato “Lightup” prevede una lesione della corteccia visiva primaria in 4 o 6 macachi della specie Macaca mulatta, condotto in collaborazione con l’Università di Torino, finanziata con 1.994.212 di euro dall’European Research Council, con finanziamenti europei, con parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità e autorizzato dal Ministero della Salute. 

Negli ultimi giorni l’attivista Tony Curcio, presidente dell’Avi (Associazione vegani italiani), ha iniziato uno sciopero della fame a oltranza, con annesso presidio permanente in piazza Garibaldi, nel cuore del centro storico di Parma.

“Questi sei macachi verranno resi ciechi, maltrattati, tenuti in gabbia per cinque anni -si legge in una nota delle associazioni- e poi, quando non serviranno più, verranno soppressi”. Lo studio, intitolato “Lightup-Turning the cortically blind brain to see”, ha ad oggetto il blindsight, disturbo neuropsicologico che consiste nella perdita della vista non a causa di un danno all’occhio ma per un trauma cerebrale.

La LIMAV Italia OdV,  si è espressa in modo totalmente sfavorevole a tale esperimento.  La Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione, associazione riconosciuta del Terzo Settore a cui aderiscono medici, veterinari, biologi, psicologi e altri laureati in discipline scientifiche, ha richiesto il protocollo di sperimentazione ai diretti interessati per poter argomentare scientificamente gli esperimenti che alcuni ricercatori si ostinano ad effettuare ancora oggi su specie animali diverse dalla nostra (in questo caso macachi), non considerando i progressi delle tecniche di ricerca human based, cioè basati su organi e tessuti di origine umana o sistemi che li simulano in vitro ed in silico, che sicuramente, come già dimostrato, danno risultati affidabili e certi al contrario di metodi che non possono chiamarsi scientifici, in quanto fuorvianti e del tutto inutili al progresso della scienza.

In attesa di ricevere il protocollo sperimentale, faccio alcune brevi considerazioni in base alla sintesi non tecnica del progetto di ricerca che è già avviato dal 01/10/2018 e si completerà il 31/07/2023 e presentata al Ministero della Salute. In questa sintesi non tecnica è scritto negli obiettivi del progetto: “Rendere consapevoli abilità visive residue rese inconsce da una lesione della corteccia visiva primaria, validando un protocollo clinico-riabilitativo applicabile al paziente umano”. In verità non è possibile validare un protocollo clinico-riabilitativo che si possa applicare all’uomo in quanto non esistono le condizioni scientifiche per farlo, come per esempio la riproducibilità e la trasferibilità alla specie umana, che ha meccanismi neurofisiologici e neuroanatomici molto differenti rispetto alle altre specie; una per tutte ad esempio la proprietà di linguaggio, che è caratteristica della sola specie umana.

Nella descrizione del livello di sofferenza atteso è scritto: “1) stress moderato e temporaneo; 2) complicanze post-chirurgiche; 3) reazioni infiammatorie locali a livello degli impianti” e subito dopo è scritto “si ritiene cautelativamente opportuno stimare il livello di sofferenza atteso come grave” (!!!). Anzitutto non è vero che un impianto corticale causa uno stress moderato e temporaneo, prova ne è il fatto che nella frase successiva si contraddicono scrivendo che il livello di sofferenza è grave! Provate a inserire un impianto corticale nel cervello di un uomo (che secondo loro è simile al macaco) e poi chiedetegli cosa ne pensa! Ed inoltre perché alla fine dell’esperimento è prevista la soppressione dei macachi, se nel titolo della ricerca è scritto che è previsto “il recupero della consapevolezza visiva nella scimmia con cecità corticale” (ammesso che questo sia possibile)?

Ed ancora, se “il progetto prevede una lesione unilaterale della corteccia visiva primaria”, come è possibile “ripristinare la consapevolezza visiva da applicare poi su pazienti con cecità corticale”? Chi glielo dice a questi “scienziati” che i macachi avranno la stessa consapevolezza visiva della specie umana? Forse pensano anche ad un impianto delle corde vocali nei macachi per farsi dire cosa ne pensano e come vedono!?

Insomma, le due pagine di sintesi non tecnica sono un riassunto di errori e contraddizioni, che solo questi bastano a capire l’assurdità di aver finanziato, approvato e autorizzato un esperimento che non porterà nessun progresso alla scienza, ma solo sofferenza in una specie animale che loro stessi definiscono avere “notevoli omologie anatomo-funzionali” e quindi capaci di provare dolore come la nostra specie.

A proposito di dolore, se “il cervello non è un organo sensibile e non ha recettori per il dolore”, come è scritto in una nota stampa del 05/06/2019 dell’Università di Torino, perché sempre nella sintesi non tecnica è scritto che l’esperimento verrà condotto in anestesia generale? E sempre nella nota stampa, se “questa operazione ha un impatto minimo e l’animale resterà in grado di vedere e spostarsi normalmente nell’ambiente, alimentarsi ed interagire con i propri simili”, perché descrivendo le misure che intendono attuare per ridurre al minimo il danno inflitto agli animali, scrivono che cercheranno “di ridurre al minimo il danno arrecato e l’impatto di possibili eventi avversi”? Quindi sono coscienti che arrecheranno un danno che forse sarà irreversibile e che saranno possibili eventi avversi che non possono prevedere in questo tipo di esperimenti!?

Questa sintesi esprime opinioni scientifiche in attesa di “vedere” il protocollo sperimentale ed evitare che alcuni ricercatori rendano “ciechi” i macachi e la scienza. Ma… tranquilli… nella nota stampa hanno scritto che “gli animali non verranno resi ciechi, sarà invece prodotta una macchia cieca”, come quella che viene prodotta nella ricerca scientifica con questo tipo di esperimenti". 

Numerosi gli appuntamenti in programma nei prossimi giorni:

Sabato 29 Giugno dalle 18 alle 20 in piazza Garibaldi a Parma
Presidio Empatico per la liberazione dei macachi. https://www.facebook.com/events/351358232237853/
Tutti i venerdì dalle 18 alle 20 si ritrovano in piazza (sotto portici di via Mazzini a Parma) 
le associazioni locali, Club amici miei, ENPA, Parma Etica, Oipa, Sos Angels si ritrovano per raccogliere le firme della petizione polare "Stop alla vivisezione di macachi stabulati all'Università di Parma". La petizione è promossa dalla Lav - Lega Anti Vivisezione, già arrivata a oltre 300mila firme attraverso la piattaforma change.org: https://www.change.org/p/giulia-grillo-salviamo-i-macachi-di-torino

Sabato 6 Luglio CORTEO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DEI MACACHI: partenza dalla stazione di Parma alle 15 per arrivare davanti agli stabulari https://www.facebook.com/events/2274204842655174/

Giovedì 11 Luglio ore 20.30 dibattito pubblico: Cruenta sperimentazione su sei machaci all’Università di Parma. INGRESSO LIBERO. Presso sala Conferenze di via Luigi Anedda 5/a A Parma. 

"La ricerca scientifica senza animali per il nostro diritto alla salute" 
Interverranno la Dott.ssa Carla Ramacciotti, Professoressa presso il Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia, Biotecnologie dell'Università degli studi di Pisa. Ha lavorato presso il National Institute of Health degli Stati Uniti, US NIH, la più importante istituzione in fatto di ricerca biomedica degli Stati Uniti d'America. Il Dott. Giulio De Nicola(filosofia e  zoologia) il Dott. Valerio Pocar ( affronterà gli aspetti giuridici) e il Professor Angelo Tartabini (Primatologo)
https://www.facebook.com/events/661117051029453/

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