Nata a Valserena l’Associazione Italiana Siti e Abbazie Cistercensi

Oggi la firma. Soci fondatori l’Università e il Comune di Parma, i Comuni di Fontevivo e Morimondo, la Fondazione Sancte Marie de Morimundo e l’Associazione Culturale “La fabbrica di Sant’Ambrogio” di Parabiago

È nata oggi a Valserena, sede del Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma, l’Associazione Italiana Siti e Abbazie Cistercensi- AISAC. Promotori e soci fondatori l’Università di Parma, il Comune di Parma, il Comune di Fontevivo, il Comune di Morimondo, la Fondazione Sancte Marie de Morimundo e la Associazione Culturale “La fabbrica di Sant’Ambrogio” di Parabiago.

Oggi la firma dell’atto costitutivo da parte di Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma, Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma, Marco Marelli, Sindaco di Morimondo, Tommaso Fiazza, Sindaco di Fontevivo, Maurizio Spelta, Presidente della Fondazione Sancte Marie de Morimundo, e Isabella Rezzonico, Presidente dell’Associazione “La fabbrica di Sant’Ambrogio”.

La sede nazionale dell’Associazione sarà a Valserena, sede dell’archivio-museo CSAC e monumento cistercense aperto al pubblico, così come pregevoli architetture cistercensi visitabili sono quelle di Fontevivo, Morimondo e Parabiago.

Scopo dell’AISAC è quello di creare una rete diffusa che possa far conoscere e valorizzare il patrimonio culturale cistercense presso il grande pubblico, e che promuova indagini e studi scientifici in vari ambiti di ricerca. Un patrimonio presente in Italia con oltre 400 abbazie, siti e tanta storia, forse un po’ in ombra e disseminato tra gli innumerevoli tesori artistici italiani, che non è rimasto limitato alle costruzioni e alle espressioni artistiche ma si è esteso al paesaggio e alla forma organizzativa di una società complessa, intrecciando anche connessioni con la produzione agroalimentare e artigianale e creando inoltre musica, letteratura e teatro. I Cistercensi, fin dai loro inizi, sono stati instancabili promotori e diffusori di cultura in tutta Europa attraverso il collegamento in una fitta rete di abbazie madri e figlie, lasciando a ciascuna di loro autonomia progettuale ma senza che venisse meno un’unità d'intenti.

L’Unione Europea già riconosce, nella propria legislazione, l’eccellenza culturale e turistica che ha arricchito la valenza religiosa dell’Ordine Cistercense, che ha avuto origine in Francia ma è estesa a tutta l’Europa.

L’AISAC è aperta a tutti coloro che vorranno stimolare in Italia ulteriori ricerche storiche e vivaci attività turistiche, e che lavoreranno per permettere a molte persone di conoscere numerosi monumenti importanti e ricchi di spiritualità, a volte segnati anche da vicende tragiche; è aperta insomma a tutti coloro che vorranno mettere in rete e in moto forze che valorizzino sempre più questo patrimonio culturale e contrastino l'abbandono in cui sono lasciati non pochi monumenti dei Cistercensi in Italia.

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