Cella di Noceto: chiude l'allevamento di visoni contestato dagli animalisti

L'allevamento, aperto nel 2012, aveva all'interno 4 mila visoni

L’allevamento di visoni situato a Cella di Noceto ha cessato l’attività. A diffondere la notizia è l’organizzazione Essere Animali che negli scorsi anni ha pubblicato tre indagini che documentano le condizioni dei visoni in numerosi allevamenti italiani, compreso quello nel parmense. Nel dicembre del 2018 un blitz animalista aveva liberato circa mille visoni

La chiusura dell’allevamento di Cella di Noceto, che rinchiudeva circa 4000 visoni, è confermata dall’AUSL di Parma, Direzione Amministrativa Distretto di Fidenza, che ha trasmesso a Essere Animali gli atti che indicano la cessazione dell’attività della Mavical S.r.l., la Società Agricola che gestiva l’allevamento per conto dei proprietari, una ditta di Bolzano di impianti fotovoltaici.

Sin dall’inizio dell’apertura, nel 2012, l’allevamento fu duramente contestato. Il Consiglio Comunale di Noceto tentò di introdurre un Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali per vietare l’insediamento di allevamenti per pellicce. La ditta venne anche sanzionata per aver introdotto gli animali senza aver notificato l’apertura dell’attività.

“In Italia allevamenti dimezzati nell’arco di tre anni, ne restano attivi poco più di 10. Governo e Parlamento li chiudano subito seguendo l’esempio dei tanti paesi UE che hanno vietato gli allevamenti di animali da pelliccia”, sostiene l’organizzazione.

Con la campagna Visoni Liberi, Essere Animali chiede l’introduzione in Italia del divieto di produzione di pellicce. Le indagini dell’organizzazione, realizzate con telecamere nascoste e con un infiltrato che ha lavorato in alcuni allevamenti italiani, documentano la terribile vita dei visoni nelle piccole gabbie di rete metallica, così come la morte che subiscono nelle camere a gas utilizzate per l’abbattimento degli animali da pelliccia.

“Sono immagini strazianti. I visoni sono animali di indole selvatica, in gabbia si feriscono e soffrono di comportamenti stereotipati e autolesionistici. Stimiamo che ancora 100.000 visoni siano uccisi ogni anno negli allevamenti italiani”, dichiara l’organizzazione.

Numeri comunque in vistoso calo. Secondo i dati di Fur Europe nel 2016 la produzione italiana di pelli di visone ammontava a 180.000 capi. Negli ultimi tre anni Essere Animali ha segnalato la chiusura di 8 allevamenti. In alcuni casi l’attività è cessata in seguito a denunce presentate per violazioni di legge, ma la crisi del settore è globale e innescata dalla presa di coscienza dei consumatori nei confronti della sofferenza degli animali e alle conseguenti scelte di stilisti e case di moda, che hanno bandito le pellicce animali dalle loro collezioni.

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