Sciopero degli autisti al magazzino Amazon di Torrile: "Vogliamo i nostri soldi"

I lavoratori di Alma chiedono ad Amazon, nella sua qualità di committente e quindi per legge responsabile in solido, di provvedere immediatamente al pagamento di quanto ancora dovuto

Nei magazzini Amazon di Bologna, Parma e Cesena da cui partono i pacchi che contengono gli acquisti fatti on-line per tutta l'Emilia-Romagna, più di 200 autisti lavoravano in appalto alle dipendenze di Alma SpA, che è stata protagonista di una maxi evasione contributiva a seguito della quale la ditta è stata sequestrata e poi commissariata. I lavoratori sono transitati ad un'altra società appaltatrice tramite accordo sindacale, ma senza che gli venissero corrisposti gli ultimi stipendi e il TFR. Visto il commissariamento della società Alma e l'apertura di una procedura concorsuale che congela il patrimonio dell'azienda, nella nostra provincia i lavoratori, tramite la FILT CGIL e FIT CISL di Parma, si sono rivolti alla società committente Amazon esercitando il proprio diritto verso il committente, vincolato dalla Responsabilità Solidale prevista dalla legge a garanzia dei crediti dei lavoratori.

LA REPLICA DI ALMA ‐ La Società Alma S.p.A. intende precisare che, diversamente da quanto riportato, non è oggetto di procedure di commissariamento e che, proprio per garantire l’occupazione delle risorse, si è fatto ricorso ad una procedura concorsuale in continuità aziendale che prevede, da regolamento,  l’impossibilità ex lege di pagare debiti pregressi.
Si intende inoltre precisare che il contratto in essere con Alma S.p.A è stato unilateralmente interrotto dalla Amazon, in assenza di alcuna motivazione oggettiva e correlata a disservizi, e per tali motivi l’azienda scrivente si sta adoperando nella verifica della legittimità di tale azione nelle opportune sedi, sempre e solo a tutela del perimetro occupazionale. 

"Dopo una prima e immediata risposta proseguono i sindacati‐ con cui Amazon si impegnava al pagamento diretto ai lavoratori, avendo anche in mano le ultime fatture emesse da Alma per i servizi resi, non solo la multinazionale non ha dato seguito agli impegni presi, ma ha chiuso il dialogo coi lavoratori, diversamente da molte altre società committenti della stessa Alma su tutto il territorio nazionale, che invece hanno saldato subito i crediti dei lavoratori. Ciò nonostante, i lavoratori non hanno interrotto il servizio nei magazzini, che prosegue tutt'ora in tutta la regione (domenica compresa). Il nuovo appaltatore si è reso disponibile ad anticipare una parte delle future spettanze, viste le difficoltà economiche in cui i lavoratori sono venuti a trovarsi, ma la situazione rimane irrisolta perché una mensilità e mezzo ed il TFR dovuti non sono stati corrisposti.

Insomma, è sempre e soltanto la stessa vecchia storia del committente che non conosce la vera natura dell'appaltatore, e quando questa viene svelata il committente cerca di sottrarsi all'unica forma di tutela che il nostro ordinamento riconosce ai lavoratori in appalto.

Per questo i lavoratori di Parma daranno vita ad un presidio dalle ore 18.00 di oggi, martedì 21 maggio, davanti al magazzino di via Bruno Buozzi 26, a San Polo di Torrile, insieme alla FILT CGIL e FIT CISL, per chiedere ad Amazon, nella sua qualità di committente e quindi per legge responsabile in solido, di provvedere immediatamente al pagamento di quanto ancora dovuto dal proprio appaltatore Alma SpA.

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