torre delle acque e la sua "velata proprietà"

Come si può scrivere sul programma elettorale: "Parlerò con i proprietari.." quando i proprietari sono loro?...

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Uno dei più importanti monumenti storici di Colorno è la “Torre delle acque”. Il manufatto del 1700 riversa da tempo immemore in condizioni di degrado e abbandono. Oltre ad essere una struttura a costante rischio crollo è anche purtroppo accessibile a chiunque. Prova si evince dalla moltitudine di graffiti e rifiuti presenti nell’area. Questo importante ed antico impianto idraulico che al tempo di Maria Luigia, alimentava le fontane del parco della reggia di Colorno fino ad oggi non ha visto un reale impegno da parte dei proprietari. Impegno nemmeno volto alla sua messa in sicurezza o perlomeno all’inibirne l’accesso. Secondo l’art. 95 D.Lgs del 22 gennaio 2004 n. 42, viene attribuito al Ministero per i beni e le attività culturali, la funzione di espropriare beni culturali immobili e mobili per causa di pubblica utilità, quando l’espropriazione risponda ad un importante interesse atto a migliorare le condizioni di tutela ai fini della funzione pubblica dei beni medesimi. Proprio per questo motivo ci siamo posti delle domande. Ci siamo chiesti perché in tutti questi anni non si sia provveduto con un esproprio, dato che l’attuale amministrazione si era impegnata a rimettere in sicurezza la struttura prima della fine del suo mandato? Ci siamo chiesti perché non vi sia stato l’adeguato impegno da parte dell’assessore al patrimonio?! Il motivo è presto detto. L’assessore al patrimonio del comune di Colorno e attuale candidato sindaco in queste elezioni amministrative è strettamente correlato alla proprietà della Torre delle acque e dell’area adiacente. Una proprietà di famiglia. Cosa che ci ha decisamente sorpreso e maggiormente dopo aver letto sul suo programma elettorale quanto segue: “La torre delle acque manufatto settecentesco testimonianza dei fasti Farnesiani, purtroppo insiste in un area esondabile e quindi non sfruttabile dal punto di vista economico e/o culturale, riteniamo però indispensabile evitare il crollo della struttura addivenendo ad accordo definitivo con la proprietà per la messa in sicurezza.”.... Ma se i proprietari sono loro, come si può scrivere una cosa del genere??? La vicenda dal sapore tragicomico continua con l’idea che la proprietà della torre possa essere ceduta a “titolo gratuito” o per “una cifra simbolica” al comune di Colorno, e per rimettere in sicurezza il tetto (la parte più pericolante), sarebbero necessari circa 200.000 euro. Tutto questo imbarazza molti colornesi e ci spinge a continuare a chiedere almeno la messa in sicurezza dell’area, rendendola inaccessibile. Almeno una spiegazione sarebbe doverosa. Il direttivo del gruppo AMO - COLORNO

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