Violenza di genere: 249 donne accolte dal Centro Antiviolenza

I dati al 31 dicembre 2016: la maggior parte delle donne accolte sono italiane, l'aggressore è quasi sempre il marito, il compagno o l'ex-partner

Al 31 dicembre 2016, sono 249 le donne accolte al Centro Antiviolenza, di cui 237 hanno subito violenza. Di queste, 225 sono nuovi contatti, mentre 24 sono le donne che hanno continuato a seguire un percorso di uscita dalla violenza iniziato negli anni passati. La maggior parte delle donne (131) sono italiane; le straniere che si sono rivolte al Centro nel corso di quest’anno sono state 95. Tra le aree geografiche maggiormente rappresentate troviamo l’Europa dell’Est, il Maghreb, l’Africa, l’America Meridionale e i Balcani. La maggioranza della donne accolte che subiscono violenza, sia italiane che straniere, risiede a Parma (61%), mentre il 32% risiede in uno dei Comuni della Provincia; inferiore è la percentuale delle donne provenienti da altre regioni d’Italia o residenti all’estero. La maggior parte delle donne accolte nell’anno 2016 ha un’età compresa tra i 40 e i 49 anni (36%) e tra i 30 ed i 39 anni (24%). Le fasce centrali d’età sono quindi quelle maggiormente rappresentate e raccolgono complessivamente il 61% delle donne accolte. Seguono le donne con età compresa tra i 18 e i 29 anni (20%), quelle tra i 50 ed i 59 anni (15%), oltre i 60 anni (5%).

Delle donne accolte nel 2016 solo nel 40% dei casi è stato possibile rilevare il titolo di studio. La maggioranza di esse possiede un’istruzione di livello superiore: il 48% il diploma di istituto superiore e il 30% la laurea o il diploma universitario. Il 60% delle donne accolte ha un’occupazione. Questo indica che spesso l’impossibilità di uscire dai meccanismi della violenza non dipende esclusivamente da cause materiali; occorre in ogni caso considerare il fatto che spesso il reddito percepito può non essere sufficiente per intraprendere un percorso di autonomia. La maggior parte delle donne che lavorano (il 47%), infatti, svolge attività quali operaia, inserviente, assistente di base, ecc. Per il 34% attività quali impiegata, infermiera, categorie intermedie. Solo il 15% è relativo ad attività di dirigente, libera professionista, imprenditrice, insegnante e lavoro in proprio. Molto alta resta la percentuale di donne disoccupate o in cerca di prima occupazione (28%). Le studentesse rappresentano il 6%, le casalinghe il 2% e le pensionate il 3%. In base all’esperienza del Centro Antiviolenza, la condizione di disoccupazione può essere spesso conseguenza della violenza subita ad opera del partner o ex partner. Fra le donne accolte, infatti, coloro che sono disoccupate o cercano occupazione a causa della violenza rappresentano il 17,5% delle donne accolte. La maggior parte delle donne accolte al centro (170 donne) ha uno o più figli/e, spesso vittime di violenza anche loro.

Per quanto riguarda l’autore delle violenze, per le quali le donne si rivolgono al Centro Antiviolenza, nella maggioranza dei casi è il coniuge (50%), seguito dal convivente (22%) dall’ex partner (9%) e dal fidanzato (4%). Questo dato è importante per comprendere le dinamiche della relazione violenta: una relazione intima, nella maggioranza dei casi, nella quale la violenza è agita da una persona con la quale si è costruito un legame profondo e duraturo nel tempo. Per quanto riguarda la provenienza degli autori di violenze di 29 non è stato possibile individuarla. Dei restanti 208 si rileva che il 66% è italiano, mentre il 34% straniero. Per gli autori stranieri i Paesi di provenienza maggiormente rappresentati sono il Maghreb (37%), l’Africa (31%) e i Balcani (17%).

La violenza più diffusa è quella psicologica (riscontrata in 217 casi), seguita da quella fisica (171), e quella economica (102). Il 18% delle donne (42) ha subito violenza sessuale che può comprendere violenza da sconosciuto ma più frequentemente rapporti sessuali subiti o richiesta di atti sessuali umilianti all’interno della relazione con il partner, molestie sessuali o l’essere costretta ad avere rapporti sessuali con altri. Il 26% delle donne accolte è stata vittima di stalking. Nell’analizzare questi dati bisogna tener conto che difficilmente la violenza viene esercitata in una sola forma. Molto più spesso, le donne che si sono rivolte al centro hanno subito più forme di violenza in forma congiunta. Per quanto riguarda le case rifugio, nel corso del 2016 sono state ospitate 48 donne, spesso insieme ai/lle loro figli/e (40) per un totale di 88 persone ospitate, tra donne e figli/e. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne straniere (36), probabilmente perché sono coloro ad avere una rete familiare e/o amicale meno radicata e che quindi fanno più fatica a trovare ospitalità quando decidono di abbandonare la propria casa per uscire da una situazione di violenza.  IL PROGETTO 'SULLA MIA PELLE' 

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