Sede processo Aemilia, Libera Parma: “L'indifferenza di Delrio è umiliante e scandalosa”.

.Apprendiamo dai mezzi di informazione (http://gazzettadireggio.gelocal.it/…/la-sede-non-conta-e-bu…) che, a detta di Graziano Delrio, consentire lo svolgimento della fase dibattimentale del processo Aemilia a Reggio Emilia, territorio divenuto invece di importanza tristemente fondamentale per il clan Grande Aracri, non sarebbe "rilevante".

Sede processo Aemilia, Libera Parma: “L'indifferenza di Delrio è umiliante e scandalosa”.Apprendiamo dai mezzi di informazione che, a detta di Graziano Delrio, consentire lo svolgimento della fase dibattimentale del processo Aemilia a Reggio Emilia, territorio divenuto invece di importanza tristemente fondamentale per il clan Grande Aracri, non sarebbe "rilevante". Come se non bastasse il ministro confessa di non aver seguito la vicenda sulla quale è stato invitato a pronunciarsi: d'altronde perché dovrebbe interessarsi degli appelli rivolti all'esecutivo di cui fa parte affinché si proceda allo stanziamento dei fondi necessari alla realizzazione del processo a Reggio? Perché dovrebbe prestare attenzione ad una questione che riguarda soprattutto la città che ha amministrato per anni? L'indifferenza evidenziata da Delrio è umiliante e scandalosa perché proviene da un membro dell'esecutivo e da un ex primo cittadino di una città offesa dalle mafie che, ospitando il processo, prenderebbe ulteriormente coscienza della drammaticità di tali fenomeni criminali. 
Delrio conferma, per l'ennesima volta, di essere quantomeno distratto quando si trova di fronte a vicende che ruotano intorno alla 'ndrangheta. Forse non bisognerebbe neppure meravigliarsi delle sue ultime dichiarazioni tenendo presente che in un interrogatorio reso alla Dda il 17 ottobre del 2012 Delrio ammise di non sapere neppure dell'esistenza del boss Nicola Grande Aracri.
Tuttavia la svagatezza di un uomo delle istituzioni non può che suscitare un preoccupante sbalordimento ed è la prova che la disattenzione in politica, quantomeno in Italia, non sia un ostacolo alla carriera. Auspichiamo pertanto che il ministro torni sulle sue posizioni, comprenda la rilevanza della faccenda e dimostri che dietro la sua indifferenza non si celi, come sosteneva Gramsci, la vigliaccheria.
Il Coordinamento provinciale di Libera Parma

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