Agevolando, primi passi a Parma. Farris: "Ora cerchiamo una sede"

L'associazione nata nel 2010 a Bologna ora conta altre sedi e aiuta oltre 150 ragazzi in uscita da comunità per minori o affido. Nell’intento di raccogliere fondi e trovare il modo di autofinanziarsi, i volontari dell’associazione parmigiana mettono in vendita un calendario

Un progetto che prende forma sempre più concretamente quello di Agevolando Parma, che appena pochi mesi dopo il primo incontro preliminare conta già sulla disponibilità di un buon numero di volontari, che si adoperano per fornire un aiuto concreto ai giovani in uscita da comunità per minori o da percorsi di affido. Un’idea nata nel 2010 a Bologna e che ora coinvolge un centinaio di volontari e aiuta oltre 150 ragazzi attraverso diversi progetti in Emilia Romagna e anche fuori regione. Trovare una casa, un lavoro, avere un sostegno per studiare o per sbrigare faccende burocratiche, gestire autonomamente le proprie risorse, avere riferimenti per questioni di salute o per reperire alimentari con gruppi di acquisto, prendere lezioni di guida o di italiano per stranieri. Queste solo alcune delle necessità a cui i volontari cercano di dare risposta, in una fase delicata e potenzialmente a rischio per i neomaggiorenni che spesso vivono l’uscita dalla comunità come un trauma, trovandosi improvvisamente soli e senza riferimenti certi. L’associazione si offre di guidarli in questo senso, sulla base però di un’ottica partecipativa basata sulla volontà di fare rete e di coinvolgere i ragazzi aiutandoli a trovare la propria strada.

Per ora tra le priorità di Agevolando a Parma c’è l’individuazione di una sede, da tenere aperta per due o tre giorni a settimana, fornendo al contempo un riferimento per i giovani e facendosi conoscere meglio alla cittadinanza. Per gli incontri tenuti sinora è stata utilizzata la sede messa a disposizione dall’associazione Kwa dunìa di via Bandini. Tra i risultati raggiunti sinora nei pochi mesi dal primo incontro parmigiano, la disponibilità di un volontario ad accompagnare un ragazzo privo di mezzo proprio, dal posto di lavoro alla stazione la sera tardi. Un giovane calciatore ghanese che gioca in provincia di Napoli è stato ospitato a Parma dai volontari e aiutato nelle pratiche burocratiche relative ai documenti. Si è inoltre mobilitato un gruppo di volontari per aiutare i ragazzi in cerca di lavoro a stilare i curricula, spedirli e anche consegnarli personalmente nelle sedi delle diverse ditte. E per chi ne ha necessità, sono state individuate persone di fiducia tra meccanici, gommisti e autoscuola, disposte a offrire servizi a prezzi agevolati.

Qualche piccolo passo è stato fatto sinora, ma i volontari hanno tante idee ancora da realizzare, come spiega a ParmaToday Vanessa Farris, Agevolando Parma: “Vogliamo creare una pagina informatica sulla nostra associazione, lasciandola gestire prevalentemente ai ragazzi. Puntiamo anche a dare vita a collaborazioni con altre associazioni per "far girare le risorse". Con questa rete di volontari molto attenti e attivi, abbiamo avuto spesso segnalazioni di mobili, oggetti, elettrodomestici da poter offrire gratuitamente a chi ne avesse bisogno, ma non sempre all'interno del nostro gruppo ce n’è la necessità, per cui sarebbe bello creare un passaparola efficace perché non vadano sprecate queste disponibilità, trovando il modo di offrire cose utili ad altre associazioni ricevendo in cambio ciò di cui abbiamo bisogno noi“. Nell’intento di raccogliere fondi e trovare il modo di autofinanziarsi, i volontari dell’associazione parmigiana mettono in vendita il calendario di Agevolando, al costo di 6 euro, le cui foto immortalano i componenti delle diverse sedi italiane dell’associazione, compresa la neonata Parma, con le frasi scelte dai ragazzi delle diverse sezioni. Chi volesse acquistare il calendario o avere maggiori informazioni per far parte dell’associazione può scrivere una mail all’indirizzo agevolandoparma@libero.it.

Tra gli obiettivi dei volontari dell’associazione anche quella di aumentare la visibilità nei confronti dei servizi sociali e delle varie comunità per minori del territorio, nell’intento di diventare nel tempo una sorta di canale di collegamento per rendere meno traumatico quel passaggio delicato nella vita dei neo maggiorenni una volta usciti dalla comunità e trovando anche il modo di farli sentire meno soli e aiutarli a iniziare una nuova pagina di vita.  L'INTERVISTA AL FONDATORE FEDERICO ZULLO

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