Agevolando sbarca a Parma. Zullo: “Mancano diritti per ragazzi soli”

Approda a Parma l'associazione bolognese Agevolando che aiuta neomaggiorenni "fuorifamiglia" in uscita da comunità nata tre anni fa e aiuta già oltre cento persone. Il fondatore Federico Zullo anticipa a ParmaToday il progetto parmigiano

Agevolando.org

Vivere un'adolescenza difficile in condizioni di disagio è a volte solo la prima delle difficoltà che una persona con un passato “pesante” alle spalle riesce a superare, non senza rischiare di non trovare più le forze per andare avanti da sola. E' proprio per pensare a quel dopo, a quel momento in cui si diventa maggiorenni e ci si ritrova improvvisamente soli e senza riferimenti che è nata, quasi per caso, un'associazione bolognese che a breve aprirà una sede anche a Parma. Si chiama Agevolando proprio perchè mira a diventare un punto di riferimento per chi nella vita seppur in giovane età ha dovuto superare non pochi ostacoli e rischia di trovarsi “allo sbando” una volta uscito dal percorso sociale previsto nelle strutture dedicate. A volte solo chi passa sulla propria pelle difficoltà acuite anche dalla giovane età può capire cosa significhi vivere in comunità per minori e avere bisogno di figure di riferimento, sapendo esattamente come ci si sente una volta fuori. Proprio dall'esperienza in una comunità per minori, con le difficoltà inevitabili condivise con gli altri ragazzi, uno di loro, riflettendo sull'importanza di ricevere e dare aiuto, ha pensato a un progetto che inizialmente era sembrato quasi visionario, ma che ora si è concretizzato diventando una realtà non solo a Bologna, ma anche in altre città come Rimini e Trento e a breve anche Parma. L'ideatore del progetto e socio fondatore di Agevolando è Federico Zullo, 34 enne di Verona che proprio per i risultati ottenuti sinora è stato inserito dal mensile italiano del no profit Vita tra i cento giovani talenti under 35 che stanno cambiando l’Italia.

Zullo racconta a ParmaToday
come è nata questa idea che da tre anni è diventata un punto di riferimento solido per oltre 150 ragazzi contando 100 soci e diverse sedi e progetti tra l'Emilia Romagna il Veneto e il Trentino e ci anticipa i progetti che prenderanno vita anche a Parma. “Agevolando è nata per caso poco più di un anno dopo che ho iniziato ad occuparmi di neomaggiorenni “fuori famiglia” per l’Opera Don Calabria di Ferrara. Ero a Bologna nel dicembre 2009 ad un seminario durante il quale si parlava di un progetto di inclusione sociale. E fu proprio quel giorno che, ascoltando la voce di due ragazze ex-ospiti di comunità come me, mi venne l’idea di trasformare le potenzialità che emergevano da quelle parole in qualcosa di più strutturato. Pensai alla possibilità di inventare un’associazione che si occupasse dei bisogni dei giovani care leavers (così sono chiamati tecnicamente i giovani che “lasciano l’assistenza” residenziale) e che, nel farlo, coinvolgesse loro stessi, in un’ottica partecipativa. Già lavoravo con i care leavers e io stesso avevo sperimentato “l’uscita” come un evento rischioso, potenzialmente molto traumatico. Rintracciai quelle ragazze e, con l’aiuto di diversi colleghi operanti nel settore, nell’aprile di tre anni fa l’Associazione Agevolando si è costituita a Bologna”.

Un vero e proprio vuoto istituzionale e legislativo sulla questione dei neomaggiorenni in uscita dalle comunità che necessita di essere colmato al più presto secondo Zullo che sottolinea: “Non è possibile che in un Paese come l’Italia ancora oggi non vi siano diritti certi per ragazzi così giovani costretti a vivere da soli, senza una famiglia alle spalle. Questo è uno dei principali motivi per i quali siamo nati: tentare di coprire, per quanto possibile, un “buco” del nostro Welfare sociale. Certo è che non possiamo sostituirci all’ente Pubblico e che quest’ultimo deve necessariamente predisporre azioni progettuali e risorse per modificare l’attuale situazione di abbandono in cui versano questi ragazzi/e, italiani o stranieri che siano”. Tra gli obiettivi dell'associazione quello di diventare un canale di collegamento e creare una rete coinvolgendo anche chi in passato ha vissuto queste problematiche rendendolo parte attiva in un progetto di aiuto per chi si appresta a uscire dalla comunità. Fondamentale per questo anche sensibilizzare non solo le istituzioni ma anche l'opinione pubblica sull'importanza della tutela di una fetta ormai crescente di membri della società che si ritrovano a vivere alla ricerca di nuove certezze per cominciare una nuova fase della propria vita. A livello locale è arrivata sinora una buona risposta dalle istituzioni che hanno colto il progetto come una sfida innovativa per cercare di colmare quei “buchi del welfare” che le stesse istituzioni non sono ancora in grado di arginare, ci racconta Federico Zullo che ora con l'associazione si interfaccia con decine di enti sia del pubblico che del privato legati al sociale in quasi tutte le province dell’Emilia Romagna e in altre Regione e province italiane, come Trento, Roma, Trieste, Genova, Verona, Milano e Torino.

Proprio il progetto dell'apertura di una sede a Parma è tra le priorità dei volontari di Agevolando, che puntano a un incontro aperto alla cittadinanza per farsi conoscere e sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della tematica dell'uscita da comunità e affido. “Presto saremo anche a Parma, è in via di definizione la nascita della sede anche qui. Collaboriamo da un paio d’anni con Vanessa Farris, educatrice di una cooperativa che accoglie minori e volontaria della nostra associazione fin da subito: grazie a lei stiamo facendo un ottimo lavoro nei confronti di cinque ragazzi, uno di loro rischiava l’abbandono e ora, viste le sue doti calcistiche e al nostro supporto, è stato acquistato dalle giovanili della Roma. Un altro è diventato “guida” per altri due coetanei e, con la facilitazione di Vanessa sta riuscendo molto bene. Abbiamo incontrato anche Matteo Allodi, giovane appassionato di ricerca e operante come educatore nell’associazione fondata dai genitori, da anni famiglia accogliente del territorio. Con loro e con altri nuovi collaboratori stiamo dando avvio alla sezione cittadina di Agevolando: ci troveremo il 24 di ottobre. Per quel giorno contiamo di avere molte persone, anche solo come uditori, che abbiano l’interesse per questa tematica e che intendano trovare stimoli per fare volontariato con noi. Per questo è un incontro aperto alla cittadinanza”.

Fondamentale il contatto con altre realtà condividendo esperienze e idee per dare vita a nuove sezioni nell'intento di diventare un riferimento per un numero crescente di persone con un chiaro obiettivo: dare vita a una rete nazionale in grado di arrivare a parlare direttamente al governo centrale. “L’anno scorso abbiamo addirittura collaborato con alcune organizzazioni alla stesura di un Disegno di Legge a favore dei care leavers che però, dopo essere stato depositato in Senato per seguire il suo iter, non ha più avuto seguito. E’ stata comunque una grande soddisfazione e un primo passo per un cambiamento al quale crediamo moltissimo”.

Un'associazione in continuo fermento di idee che ha portato con il suo esempio alla nascita anche di altre associazioni che operano con intenti simili, come Ancoraggio a Genova. Una delle soddisfazioni più grandi per i soci dell'associazione resta però quella di vedere i risultati sui ragazzi ospitati, constatare come grazie all'impegno dei volontari che sanno esattamente di cosa ha bisogno chi esce da realtà come la comunità si raggiungano traguardi importanti come un lavoro, una casa e il raggiungimento di una stabilità non solo economica ma anche legata al modo di relazionarsi agli altri.

Alcuni di loro – ci racconta Federico Zullo - addirittura sono diventati volontari attivi nell’associazione e ora si stanno dedicando ad altri, più giovani di loro. Ad esempio, Steven, un ragazzo allontanato da una famiglia disastrata e disgraziata quando era ancora un bimbo e che ha poi girato tra numerose comunità e famiglie accoglienti, ora è un “uomo” di ventitré anni che, con tutte le difficoltà e le fatiche che trascina con sé, è riuscito, grazie al nostro aiuto, a raggiungere l’autonomia: non riusciva a trovare un’occupazione ma nemmeno ad acquisire la consapevolezza di poter essere in grado di fare uno specifico lavoro; stava spesso isolato e faticava molto a costruire rapporti di amicizia spontanei; aveva paura del mondo e, nella sua solitudine esistenziale, rischiava di eclissarsi nella depressione. Abbiamo visto in lui grandi risorse dopo aver letto le sue storie, brevi racconti biografici e non, raccolti in un quaderno. Così abbiamo pensato di pubblicarli e ne è nato un libro, “Voi come me…io come voi” che ha avuto molto successo tra i ragazzi e molti di loro ne hanno tratto uno spunto per prendere coraggio e continuare a lottare. Ora le copie sono finite e siamo in attesa di fondi per poterlo ristampare. Lui invece è tutt’altro che finito, ora vive nel nostro appartamento di Ferrara, lavora, scrive quotidianamente pensieri e racconti sul suo profilo facebook (Stev Stov), gioca a calcio (la sua grande passione) e, quando gli si chiede aiuto per qualcun altro ragazzo è sempre disponibile. Gli manca poco per essere “grande”, ma siamo sicuri che ce la farà”.

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