Agevolando a Parma, primo incontro tra i volontari: "Chiunque può dare un aiuto prezioso"

Primo appuntamento dei volontari Agevolando a Parma, in vista dell'apertura di una sede cittadina. Risorse economiche e umane da reperire, ma la volontà comune di creare un riferimento per i neo maggiorenni in uscita da comunità o percorsi di affido

23 anni, una storia difficile alle spalle, anni di comunità per minori a Bologna e una grande voglia di vivere, di andare avanti sempre, dando il proprio esempio a chi si trova nella difficile fase di uscita da comunità o affido ascoltando le esperienze degli altri e raccontando la propria sostenendo che” la gravità di una storia non è la storia in se ma il modo in cui la si vive. E io voglio guardare avanti, e non mi ferma nessuno”. Le parole di Jennifer, socia di Agevolando da tre anni, colpiscono chi la ascolta nella piccola sala gremita di via Micheli per il primo appuntamento in vista dell’apertura della sede parmigiana dell’associazione.

L’obiettivo è quello di tutelare i neo maggiorenni in uscita da comunità o da percorsi di affido, fornendo loro aiuto e riferimento in un momento particolarmente delicato della vita, quando si diventa adulti per l’anagrafe ma si ha ancora bisogno di una guida. Tutto questo in un’ottica partecipativa, un progetto che inizialmente poteva sembrare visionario ma che si è concretizzato in pochi anni coinvolgendo ora oltre un centinaio di volontari per aiutare oltre 150 ragazzi con diversi progetti in Emilia Romagna e anche fuori regione. “Oggi purtroppo mancano ancora diritti certi per ragazzi costretti a vivere senza una famiglia alle spalle – sottolinea Federico Zullo, fondatore Agevolando -. Non intendiamo sostituirci al ruolo delle istituzioni ma diventare un riferimento per chi si trova in un momento potenzialmente rischioso della propria vita e percepisce una situazione di abbandono”.

Cosa fare e come, un piccolo dibattito tra chi si affaccia per la prima volta alle attività dell’associazione, chi ha una storia da raccontare con un ragazzo in affido a casa, e chi ha voglia di offrire qualche ora del proprio tempo per un progetto ambizioso ma realizzabile, che si basa proprio sulla capacità di fare rete e di consolidare un mutuo aiuto. Progetti casa - lavoro, faccende burocratiche, gestione autonoma delle proprie risorse, riferimenti per questioni di salute o per comprare alimentari con gruppi di acquisto, lezioni di guida o di italiano per stranieri. Queste solo alcune delle necessità di chi si trova fuori dalla comunità e ha bisogno di aiuto per trovare casa, un lavoro o avere un sostegno per studiare: chiunque decida di prendere l’impegno di diventare un volontario dell’associazione può fornire un aiuto prezioso mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze. Piccoli passi uno dopo l’altro, come trovare una sede e poter contare su un buon numero di volontari per dare vita alla sede parmigiana, come sottolineato anche da Vanessa Farris, volontaria attiva a Parma, agendo sempre sulla base di un principio fondamentale per l’associazione, fare rete. “Ora siamo nella fase preliminare, per trovare risorse non solo economiche ma anche umane, capire chi a Parma possa rendersi disponibile per tenere aperta la sede alcune ore alla settimana. Chiunque può dare un aiuto prezioso, chi ad esempio è in pensione e ha tempo da dedicare per dare lezioni di guida, o chi è in grado di impartire lezioni di italiano a stranieri. Ci sono tanti modi per dare un aiuto concreto se si crede in questo progetto e lo si vuole portare avanti, tutti insieme”.

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