Esondazione del canale Burla, Dall'Olio: "Un evento annunciato"

"L’ennesima esondazione del canale Burla -si legge in una nota di Nicola Dall'Olio- è una calamità prevista e annunciata frutto della pessima stagione urbanistica delle precedenti amministrazioni e della conclamata inconcludenza di quella attuale

"L’ennesima esondazione del canale Burla -si legge in una nota di Nicola Dall'Olio- è una calamità prevista e annunciata frutto della pessima stagione urbanistica delle precedenti amministrazioni e della conclamata inconcludenza di quella attuale. Già dal 1999 l’area a nord dell’autostrada tra il canale Burla e il canale Naviglio era stata individuata come area ad alto rischio idraulico. Ciò nonostante proprio in quella zona a partire dai primi anni 2000 si sono concentrate enormi previsioni urbanistiche con speculazioni fondiarie e intrecci tra politica e affari che, nel caso della SPIP, sono tuttora oggetto di indagine da parte della magistratura.

Alcune di queste previsioni, come appunto quelle della SPIP 2 e SPIP3, sono rimaste inattuate con conseguente fallimento della società. Altre, come i comparti commerciali dove sorgono IKEA e Parma Retail, sono state realizzate dando luogo ad estese impermeabilizzazioni di suolo che hanno a loro volta incrementato il già critico carico idraulico. Proprio per ridurre il rischio idraulico, le convenzioni urbanistiche approvate nel 2007 ponevano a carico dei soggetti attuatori dei due comparti la realizzazione di una cassa di espansione sul canale Burla e il risezionamento del tratto del canale a monte della stessa.

Purtroppo, benché i centri commerciali con relativi parcheggi ed urbanizzazioni siano stati costruiti ed aperti, la cassa che doveva contenere il maggiore deflusso causato dalle aree impermeabilizzate non è mai stata realizzata e il risezionamento del canale si è trasformato in un intombamento che ha incrementato invece di diminuire il rischio di esondazione. E così nel maggio 2010 si è avuto un primo allagamento a cui ha fatto seguito l’esondazione ancora più estesa dell’aprile 2013 che ha interessato le frazioni di Ravadese e Case  Vecchie e i poderi circostanti. Gli stessi finiti di nuovo sott’acqua nei giorni scorsi.

Le responsabilità di questo scempio urbanistico e territoriale che sta causando ingenti danni e costi a carico dei residenti e della collettività sono da ascrivere ai protagonisti di quella stagione politica, la stessa che ha portato al fallimento della SPIP, alla sovra dotazione di aree commerciali, all’indebitamento del Comune e delle società partecipate. Resta però una domanda: che cosa ha fatto l’attuale amministrazione comunale 5 stelle in questi due anni e mezzo per fare rispettare gli impegni presi nelle convenzioni urbanistiche e mettere in sicurezza idraulica la zona? Dall’insediamento di Pizzarotti si sono già verificate due esondazioni, una all’anno. Cosa aspetta il Sindaco per attivarsi? La prossima annunciata esondazione?"

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