Amianto all'ex scalo merci: le fiamme gialle sequestrano il cantiere

Nell'area destinata alla nuova Questura e al Polo Pediatrico sono stati rilevati livelli di inquinamento sopra i limiti di legge. Il vicesindaco Buzzi: "Chiediamo il dissequestro". Il Pd: "Lo sapevamo da tempo"

Il cantiere di viale Fratti dell'ex scalo merci è stato posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza. Nell'area sono stati rilevati livelli di inquinamento da amianto sopra i limiti di legge. Il pm Paola Reggiani ha aperto un'inchiesta per reati ambientali. Il 25 ottobre scorso i consiglieri comunali di minoranza avevano presentato un'interrogazione al sindaco Vignali per avere informazioni dettagliate sull'esito dei carotaggi e delle analisi del suolo e sottosuolo svolte dalla Stt Holding. Già allora, infatti, secondo l'opposizione era fondata la notizia secondo cui nell'area vi fossero significative quantità di eternit e di amianto.

L'INTERVENTO DEL GRUPPO CONSILIARE DEL PD

"La notizia del sequestro, da parte della Guardia di Finanza (deve presumersi su richiesta della Procura della Repubblica), dell'area dell'ex Scalo Merci non stupisce, purtroppo, il Gruppo PD. E non può stupirlo, perché è stato il Gruppo PD a denunziare la possibile presenza di quantitativi ingenti di amianto in detta zona, dove è stata pensata la costruzione della nuova Questura e del polo pediatrico, invitando ad un'ulteriore verifica preventiva dei luoghi.

Allora, una volta di più, da esponenti della Giunta giunsero insulti e si negò anche la possibiltà del dubbio. Di fronte a quella presa di posizione pregiudiziale, il Gruppo PD si rivolse direttamente all'Arpa e alla Procura. Oggi chiede che il Sindaco riferisca al prossimo Consiglio e chiede, prima di tutto, nell'interesse della Città tutta, che l'area venga risanata secondo le regole e che si costruisca solo dopo che sia stato eliminato questo pericolosissimo materiale. Si augura, infine, che questo ennesimo episodio induca la Giunta ad atteggiamenti più prudenti, tanto nella assunzione delle decisioni, quanto nelle reazioni alle prese di posizione della Opposizione, perché spesso non c'è in gioco la "faccia" della maggioranza o dell'opposizione, ma c'è in gioco la Città. In questo caso, in particolare, la salute degli Operatori delle strutture pubbliche insediande e dei Cittadini che dovranno frequentarle".

LA REPLICA DEL VICESINDACO - PAOLO BUZZI

"Non comprendiamo i motivi per i quali viene fatta un’azione del genere, dal momento che Stt si è sempre mossa nel pieno rispetto della legge circa le analisi e le procedure finalizzate al relativo smaltimento della ridottissima quantità di ballast, contenente amianto, rilevata. Ci auguriamo che questo sequestro dal nostro punto di vista immotivato venga al più presto revocato in quanto sta bloccando e causando un danno all’ente pubblico, il quale su quell’area ha in fase di realizzazione i cantieri creativi, la nuova Questura (in fase di progettazione) e il Polo pediatrico (a carico dell’Asl). Per questo – conclude Buzzi – Stt, proprietaria dell’area, darà incarico ad un legale di procedere alla richiesta di dissequestro.

Le analisi che Stt e la ditta Mingori - Unieco hanno svolto nell’area dell’ex Scalo Merci sono state condotte da un laboratorio di analisi accreditato, lo scorso autunno, e successivamente approfondite e trasmesse a tutti gli enti di competenza. Essendo l’area un ex scalo merci ferroviario, si è registrata la presenza di ballast (pietrisco utilizzato per la formazione di massicciate ferroviarie). Alcuni tipi di ballast (quelli impiegati in tempi non recenti) hanno un contenuto naturale (per composizione della roccia stessa) di amianto. Identica situazione è peraltro rinvenibile in ogni metro delle linee ferroviarie italiane (stazioni comprese) in cui sia stato posato ballast diverso tempo fa.

Premettendo che le analisi hanno stabilito non esserci alcun pericolo, è iniziato l’iter procedurale per lo smaltimento, che sarà attuato da Rfi secondo le procedure utilizzate in tutta Italia. La conferenza di servizi, la cui convoca spetta alla Provincia su richiesta, già inoltrata a dicembre, da parte della Mingori, dovrà individuare tempi e modalità dello smaltimento".

A PROPOSITO DI AMIANTO...

In questi giorni la Regione Emilia-Romagna ha reso noto un elenco di 82 siti da bonificare nel parmense, di cui 27 nella città di Parma. L'amministrazione comunale ha tenuto a precisare che in 4 di questi siti non c'è amianto e in uno di questi, si sta procedendo a delle verifiche. Restano, ad ogni modo, ancora 22 siti pubblici di competenza comunale, frequentati regolarmente da cittadini, da bonificare.

Nella foto: il progetto del nuovo Polo Pediatrico che dovrebbe sorgere nell'area

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