Corruzione, arrestato l'assessore Bernini e un funzionario

Oltre al delegato alla Scuola, la Guardia di Finanza ha messo le manette a un funzionario comunale e a due imprenditori. Eseguite numerose perquisizioni in città: al via "Easy Money"

La Guardia di Finanza, nell'ambito dell'operazione "Easy Money", ha arrestato l'assessore alla Scuola del Comune di Parma, Giovanni Paolo Bernini. In manette anche un funzionario comunale, braccio destro dell'assessore, e due imprenditori. L'accusa è corruzione e tentata concussione e riguarda gli appalti delle mense scolastiche.

In mattinata, Bernini e il funzionario sono stati accompagnati dai finanzieri nella sede comunale di piazza Garibaldi per una perquisizione negli uffici dell'assessore. Poi Bernini è stato trasferito nel carcere di Forlì e il funzionario in quello di Rimini. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Parma, sono state coordinate dalla dott.ssa Paola Dal Monte, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Parma.

Le indagini sono state avviate nel febbraio di quest'anno in seguito alla denuncia presentata da un dirigente della Camst, che aveva in appalto il servizio di ristorazione alcuni servizi di ristorazione nel Comune di Parma, che ha riferito ai finanzieri di aver ricevuto una richiesta di denaro e dell'assunzione di una persona da parte di Paolo Signorini per ottenere la proroga del contratto.

Le intercettazioni, disposte in seguito alla segnalazione, hanno permesso di individuare il meccanismo che dava vita alla corruzione. La Copra aveva in appalto il servizio di ristorazione per le mense di alcune scuole pubbliche della città. Secondo l'accusa l'assessore Giovanni Berrnini richiedeva, tramite il suo braccio destro Signorini, somme di denaro per concedere la proroga del contratto.

L'accordo si concluse dopo molto tempo con un passaggio di denaro di circa 8.000 euro, suscitando le ire di Bernini che, secondo le intercettazioni disposte dal magistrato, al telefono incalzava continuamente il funzionario per avere i soldi da Mauro Tanara. Nel codice dei due arrestati il denaro veniva definito 'conferenza stampa': da ciò anche una serie di equivoci tra Bernini e il funzionario testimoniati dalle intercettazioni.

Un'altra vicenda in cui è stata coinvolta la Copra riguarda l'appalto per il servizio ristorazione/bar del Duc: alla prima gara partecipa anche la nota cooperativa di Piacenza ma, guardando le carte, Bernini si accorge che c'era un errore nel bando (aveva proposto un servizio self-service invece che uno al tavolo). Da qui il tentativo, poi non riuscito, di far modificare l'offerta per rientrare nel bando, poi vinto dalla Camst.

La vicenda che coinvolge un imprenditore, ora ai domiciliari, riguarda la costruzione di un edificio da parte dell'imprenditore a cui l'assessore Bernini si era interessato per far cambiare la destinazione d'uso allo scopo di realizzarci strutture scolastiche ed asili. Anche qui l'accusa verso Bernini è di aver ricevuto delle utilità, per esempio un I-pode, dall'imprenditore. Altri episodi riferiti a Bernini riguardano il tentativo di far togliere circa 90 multe a suoi parenti e quello di fare un contratto come consulente ad una sua conoscente.

"Trovo grave ed indecente -ha sottolineato il Procuratore Capo Gerardo Laguardia- che si lucri anche sui pasti dei bambini delle scuole elementari e materne: è evidente che l'assessore alle politiche per l'infanzia non poteva svolgere l'attività di controllo che avrebbe dovuto, visto che riceveva soldi da chi aveva in appalto il servizio.

"Giovanni Bernini -prosegue Laguardia- era già noto alle cronache per una vicenda del 1997: era risultato in contatto con l'ex assessore Stocchi, condannato negli anni Novanta per corruzione e vi era anche stato un incontro con Pasquale Zagaria, camorrista del clan dei Casalesi. Tutto ciò avrebbe dovuto far riflettere i referenti delle istituzioni sull'opportunità della scelta".

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