Arrestato il rapinatore seriale di bar e negozi: è un 50enne parmigiano tossicodipendente

Giuseppe Manghi, ex rugbysta molto conosciuto a Parma, è stato fermato e ora si trova in via Burla: la polizia l'ha trovato mentre dormiva su un'auto rubata parcheggiata in via Bernardi

E' un 50enne parmigiano tossicodipendente il presunto rapinatore seriale che, nelle ultime settimane, ha seminato il panico in bar e negozi della città. Dopo le indagini della polizia il Pm ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Giuseppe Manghi, ex rugbysta molto conosciuto a Parma. Sarebbe lui il responsabile delle tre rapine, al bar tabaccheria Wasabi del 17 novembre, al bar 0521 di via Emilia Est del 21 novembre, al negozio Tigotà di via Emilia Est del 22 novembre e della tentata rapina al supermercato In's in strada dei Mercati del 19 novembre. 

Alle 18 del 17 novembre inizia la scia di rapine seriali, che continuerà fino al 22 novembre, con l'ultimo colpo. In viale Fratti un uomo di mezza età entra all'interno del bar tabaccheria Wasabi e minaccia la barista con un cacciavite, intimandole di consegnarli il denaro e di chiudersi all'interno del bagno. Il rapinatore, descritto come un uomo di corporatura robusta e alto quasi un metro e novanta era scappato con 1.700 euro in contanti, l'incasso della giornata. Dopo questo primo episodio la sezione Antirapine della Mobile ha iniziato le indagini per rintracciare il rapinatore: le modalità facevano pensate ad un malvivente improssivato, il cui profilo poteva essere quello di un tossicodipendente che aveva bisogno di soldi per comprarsi la droga. 

Durante il secondo episodio, il tentativo di rapina al supermercato In's di strada dei Mercati del 19 novembre, avviene la svolta nelle indagini. Sono le 19.30 quando un rapinatore solitario entra all'interno del market e minaccia la cassiera con un chiodo, pretendendo di aver tutti i soldi della cassa e dicendo: "Adesso tu fai silenzio e tiri fuori tutti i soldi che hai nella cassa". La donna si mette ad urlare, sventando il tentativo di rapina perchè il malvivente scappa. All'interno del supermercato è presente un ex ispettore di polizia, oggi addetto alla sicurezza, che riconosce il rapinatore e fornisce tutti gli elementi ai poliziotti dell'Antirapine.

Dopo alcune indagini gli investigatori identificano Giuseppe Manghi come il possibile responsabile delle rapine: tutti i testimoni lo hanno descritto nello stesso modo e lo riconoscono dalle fotografie. Anche il profilo corrisponde: si tratta di un tossicodipendente che non ha altri mezzi per recuperare denaro per la droga e, dopo aver interrotto da tempo tutti i contatti con la famiglia, si trova a vivere per strada. 

Il 21 novembre viene effettuata un'altra rapina, questa volta ai danni del bar 0521 in via Emilia Est: poco prima delle ore 22 è entrato un uomo di mezza età che, sotto la minaccia di un coltello, si fa consegnare tutti i soldi dell'incasso, circa 500 euro dalla ragazza che sta ala balcone dicendo: "Senza urlare, altrimenti ti cieco gli occhi, dammi i soldi". La giovane è stata poi costretta ad entrare in un ufficio a fianco del bar e a contare fino a 100. Il giorno dopo, il 22 novembre un'altra rapina, questa volta al Tigotà di via Emilia Est. Poco dopo le 19 un uomo ha strattonato le commesse e sotto la minaccia di una forbice si è fatto consegnare i 700 euro della cassa. 

Dopo questi nuovi colpi gli investigatori hanno raccolte le testimonianze delle vittime ed hanno effettuato le individuazioni fotografiche: tutti hanno riconosciuto il 50enne parmigiano che, dopo una carriera nel rugby, ha iniziato un percorso in discesa nell'inferno del crac. Il Pm Ausiello ha emesso un decreto di fermo come indiziato di delitto nei confronti dell'uomo, che non ha fissa dimora.

La mattina del 23 novembre i poliziotti si sono recati in un parcheggio di via Ada Bernardi per la segnalazione della presenza di una Fiat 500 rubata la sera prima in via Testi: all'interno c'era Giuseppe Manghi che dormiva. In auto, oltre ai resti di sostanze stupefacenti tra cui del crack, sono state trovate alcune forbici, un giubbotto, 240 euro, probabilmente quel che rimaneva dei soldi rubati al Tigotà la sera prima, 4 carte di credito rubate da una borsetta in ospedale. Il 50enne è stato arrestato ed indagato per ricettazione per le carte di credito. 

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