Casette in Pilotta, i boxisti: “Vogliamo pagare, ma solo il giusto”

I commercianti in Pilotta attendono risposte. "Alla prossima riunione con il sindaco sapremo qualcosa su dove andremo". "Vignali e Zoni ci avevano detto di non pagare, invece sono arrivate le sanzioni è una questione da risolvere"

Un altro inverno nei box. In piazzale della Pace le casette inutilizzate sono state eliminate, ma chi resiste vive ancora in un limbo. “Ancora non sappiamo né dove andremo a finire, né quando, né quanto dobbiamo ancora pagare al Comune”. A spiegarlo è uno degli storici boxisti di piazza Ghiaia che da sei anni resiste nei prefabbricati messi in Pilotta. “Siamo contenti che abbiano compattando le casette eliminando quelle inutilizzate. Ci hanno ascoltato. In un mese hanno fatto quello che Vignali non è riuscito a fare in tanto tempo. Ora siamo un blocco unico, dovrebbe essere un polo commerciale più attrattivo per i passanti. In più gli spacciatori non si nascondono più tra un box e l'altro”.

I nodi della querelle dei boxisti sono due: dove andare, cosa pagare. Con il passare degli anni il numero dei commercianti è diminuito drasticamente. Non si tratta più di collocare 35 esercizi, ma una quantità nettamente inferiore. “C'è chi è andato in pensione, chi è deceduto, chi ha cambiato attività, chi è tornato in Cina” fa notare l'unico esercente aperto dopo la nevicata “non serve più uno spazio enorme per sistemarci”. 

In più la questione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico. “La Colla, l'aveva dimezzata nel 2008 – racconta l'esercente – però rimaneva fuori l'anno 2007. Ci dissero di non pagare che avrebbero sistemato gli importi. Nel 2011 sono arrivate le multe per il mancato pagamento. Zoni e Vignali ci promisero nel corso degli incontri istituzionali dissero che avrebbero abolito il balzello. Parma Gestione Entrate continua a notificarci di pagare la tassa per intero più la sanzione lievitata di interessi. Con Ciclosi dal 1.600 euro che dovevamo pagare siamo passati a 2.400. Ora aspettiamo che facciano i conti”.

“Il problema – continua – è che non ci sono accordi scritti. Ma se il sindaco e l'assessore dicono delle cose nel corso di un'assemblea congiunta, ufficiale noi commercianti è ovvio che ci crediamo. Invece Vignali ci ha preso in giro. Ha detto 'si puo' fare', ma poi non ha fatto nulla. A breve rincontremo Pizzarotti e sapremo cosa succederà, se non si stabiliscono quali carichi pendenti abbiamo nei confronti del Comune non possiamo fare molto. Vogliamo pagare, ma solo il giusto. Poi per la collocazione potremmo rimanere anche qui, ormai la Ghiaia non è più appetibile. Però sicuramente non in queste strutture”.

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