bullismo in una scuola di mezzani

AMO COLORNO: "Responsabilizzare i bulli facendoli lavorare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il gruppo AMO COLORNO esprime solidarietà alla sorella del bambino vittima di bullismo in una scuola di Mezzani, comprendendo tutta la sua rabbia e la sua frustrazione, sfogata sui social. L’episodio secondo la stampa locale che ha pubblicato la notizia, parla di un bambino di quarta elementare picchiato da un compagno di classe arrivato nella scuola da appena 4 giorni, e già espulso dalla scuola di Colorno. Il bambino avrebbe difeso un’amica e nel tentativo di farlo sarebbe stato malmenato. Episodi del genere ci turbano non poco. Fenomeni di bullismo sono sempre più frequenti nelle nostre scuole e sono tra gli episodi di cronaca peggiori, oltre che perchè parliamo di bambini o adolescenti, anche per il fatto che la scuola dovrebbe essere un luogo sicuro di sviluppo e istruzione. Un luogo che ti insegna la vita. Questi episodi di violenza da parte del bullo, nel tentativo di sottomettere, maltrattare e intimorire un coetaneo scaturiscono sempre da una debolezza dello stesso bullo, che preferisce l’azione allo scopo di sfogare le sue frustrazioni. Frustrazioni derivanti da molti fattori, e spesso uno di questi è l’ambiente famigliare. A nostro avviso l’espulsione di un alunno che fa il bullo non è mai o quasi la scelta migliore. Con l’espulsione non si fa altro che spostare il “problema” verso qualcun’altro. L’episodio avvenuto a Mezzani ne è la prova eloquente. Pensiamo che il bullismo vada combattuto in primis affrontando il problema con un dialogo costante tra familiari e istituzioni. Il problema va affrontato con tutta la comunità scolastica, istituendo dei programmi contro il bullismo a scuola, spiegando e aiutando gli studenti a gestire i conflitti senza violenza. Un bullo prima di tutto va capito e compreso, conoscendo appieno i suoi tratti caratteriali e cercando di porvi rimedio attraverso degli esperti (psicologi). Occorre la giusta dose di gentilezza e fermezza, spiegando con vigore che certi comportamenti possono avere gravi conseguenze. Il lavoro di gruppo tra gli studenti con la supervisione degli insegnanti può servire a molto, inquanto un bullo fatica a lavorare in Team. Con il bullismo bisogna provarle tutte e responsabilizzare il bullo è uno dei rimedi che potrebbe essere più efficace. Ci ha fatto riflettere la decisione di un preside di una scuola di Milano, che ha deciso di punire gli studenti indisciplinati e i bulli, mandandoli a zappare un orto situato dietro la scuola, in accordo con le famiglie dei ragazzi. Secondo il preside dell’istituto i ragazzi, Rastrellando, raccogliendo pietre, potando, e trasportano manualmente gli scarti del verde, hanno compreso il significato della parola fatica, mutando radicalmente i loro atteggiamenti. Una soluzione del genere potrebbe essere adottata in moltissimi istituti, responsabilizzando i bulli e limitando episodi così cupi per la vita di un bambino che ne è vittima. Il gruppo AMO COLORNO

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