Calciopoli, Tanzi aveva comprato anche il Verona e fece fallire il Napoli

E' quanto affermato dall'ex presidente dei partenopei, Giorgio Corbelli, ascoltato dalla Procura e intervistato ieri sera da Report. Intanto la Finanza ha sequestrato ancora opere d'arte a Tanzi per 28 milioni di euro

Emerge un'altra verità dall'inchiesta sul caso Parmalat. Calisto Tanzi avrebbe posseduto due squadre calcistiche, il Parma e il Verona. A sollevare la questione è stato l'ex presidente del Napoli, Giorgio Corbelli, ascoltato venerdì scorso presso la Procura di Napoli nell'ambito dello scandalo Calciopoli, e intervistato da Report, la trasmissione televisiva andata in onda ieri sera su Rai tre.

La squadra di Verona sarebbe stata acquistata con i soldi della Parmalat, ossia dei risparmiatori che avevano investito in borsa sulle azioni del gruppo. Possedere due squadre di calcio all'interno dello stesso campionato costituisce inoltre un illecito, poiché è una violazione dell'articolo 7 della Figc. I sospetti di Corbelli sono diventati per lui certezza nella partita del 10 giugno del 2001, incontro di fine campionato di serie A tra Parma e Verona, perso dal Parma a causa di un rigore su fallo di Benarrivo, che sembrava stato stabilito a tavolino. Per colpa della vittoria del Verona, il Napoli retrocesse in serie B, da lì il fallimento della società sportiva. Corbelli segnala inoltre che l'ex Cavaliere avrebbe acquistato il Verona servendosi di un prestanome, Giambattista Pastorello, così da eludere i sospetti.

E sempre nei giorni scorsi Tanzi è tornato a far parlare di sé per quanto riguarda il suo tesoro nascosto di opere d'arte. Risale al 4 dicembre 2009 il sequestro di 19 quadri, gelosamente custoditi presso casa del genero. A quasi un anno di distanza, venerdì scorso la Guardia di Finanza di Bologna ha sequestrato altre 34 opere presso la villa dell'ex patrono del latte a Fontanini.

Secondo quanto emerso da Report, i capolavori di Tanzi ammonterebbero a circa 111, per un valore totale di 28milioni di euro, e il Procuratore della Repubblica di Parma, Gerardo la Guardia, ai microfoni della trasmissione ha dichiarato che alcuni di questi si trovano ancora in custodia presso Tanzi stesso, così come alcuni mobili già posti sotto sequestro.

 

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