Cantiere Appennino, parte la fase 2: al via gli interventi forestali

In Provincia la firma della convenzione. Finanziati dal Psr 15 progetti per interventi forestali, per un totale di 1.350.000 euro. Altri 300mila euro da Fondazione Cariparma, enti locali e consorzi

Parte la “fase 2” di Cantiere Appennino, il progetto di lavori per il presidio della montagna cofinanziato da Provincia e Fondazione Cariparma e nato nel corso della Conferenza per la montagna 2011. Dopo le azioni di messa in sicurezza delle infrastrutture di viabilità (già realizzate), è ora la volta degli interventi forestali per il potenziamento della multifunzionalità dei boschi: per questi le risorse di Cantiere Appennino vanno a integrare quelle messe a disposizione dal Psr (Programma di sviluppo rurale) dell’Emilia-Romagna attraverso la misura 227.

Nell’Appennino parmense il Psr ha finanziato 15 progetti per un totale di circa 1.350.000 euro: oltre un quarto di tutto il budget previsto per l’intera Emilia-Romagna. Le risorse regionali saranno appunto integrate da una compartecipazione finanziaria del territorio di circa 300mila euro: questa compartecipazione sarà garantita per 200.000 euro grazie alle risorse del progetto “Cantiere Appennino” messe a disposizione dalla Fondazione Cariparma, e per il resto attraverso il sostegno dei Comuni di Langhirano, Lesignano e Neviano Arduini (per gli interventi nel proprio territorio) e attraverso il contributo dei consorzi delle cooperative forestali, che danno così un segnale di responsabilità e di disponibilità a giocare ancor più un ruolo da protagonisti nel presidio del territorio forestale.

Oggi nella sede della Provincia la firma della convenzione per il trasferimento delle risorse dalla stessa Provincia (che svolge un ruolo di coordinamento) ai soggetti beneficiari.
“Questa iniziativa è in continuità con un impegno sulla montagna che non data da oggi, e testimonia l’importanza della montagna e delle sue risorse, naturali e umane, non solo per noi ma per tutto un territorio. È un tentativo serio di far sì che il bosco torni ad essere fonte di reddito, in un dato di comprensione anche ambientale, sociale, culturale ed economica”, ha detto il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari.
 
Questi i progetti finanziati:
1 progetto sarà realizzato dalla Provincia nella Riserva naturale regionale dei Ghirardi;
8 progetti saranno realizzati dalla Comunità montana delle Valli del Taro e del Ceno e riguarderanno la Foresta del Monte Penna, la Comunalia di Boschetto, la Comunalia di Montegroppo e le Comunalie di Groppo e Tombeto ad Albareto, il Monte Barigazzo, la Comunalia di Mariano a Valmozzola, la Comunalia di Setterone a Bedonia, il Monte Cappuccio;
3 progetti saranno realizzati dalla Comunità montana Unione dei Comuni Parma Est e riguarderanno la pineta di Cozzano a Langhirano, l’area di Badia Cavana a Lesignano, l’area del Monte Fuso e Pieve di Sasso a Neviano degli Arduini;
1 progetto sarà realizzato dal Parco regionale dei Cento Laghi ora confluito nell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia Occidentale, nell’area Lago di Ballano e Rigoso a Monchio delle Corti;
2 progetti saranno realizzati dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano a Prato Spilla nel comune di Monchio e nel Demanio della Val Parma a Corniglio.
 
Cantiere Appennino: i tre filoni
Il progetto “Cantiere Appennino. Programma di lavori per il presidio della montagna” è nato nel 2011 nell’ambito del lavori della Conferenza provinciale per la montagna. Il progetto ammonta nel complesso a oltre 1 milione di euro, ed è cofinanziato da Provincia e Fondazione Cariparma: riguarda lavori di presidio fisico del territorio montano, sensibile come noto a fenomeni di dissesto idrogeologico. Si articola in tre filoni:
1.      messa in sicurezza delle infrastrutture di viabilità attraverso di manutenzione e prevenzione, per evitare l’insorgere o l’aggravarsi di situazioni emergenziali;
2.      interventi forestali per il potenziamento della multifunzionalità dei boschi, e in particolare manutenzione straordinaria di opere di sistemazione idraulico-forestale storiche (per la conservazione del suolo e la salvaguardia del reticolo idrografico) e azioni volte a tutela e incremento della biodiversità;
3.      interventi per la fruizione turistica del territorio e l’estensione della rete dei percorsi escursionistici in Appennino.

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