Carcere, il detenuto marocchino cerca nuovamente di incendiare la cella: altri 3 poliziotti in ospedale

Solo due giorni fa aveva mandato otto agenti della Penitenziaria al Pronto Soccorso

Nuova aggressione nella mattinata di oggi, mercoledì 5 febbraio, da parte dello stesso detenuto marocchino che, solo due giorni fa, aveva cercato di incendiare gli oggetti all'interno della sua cella ed aveva mandato ben otto agenti della polizia Penitenziaria in ospedale. L'uomo infatti avrebbe messo in scena una nuova protesta: avrebbe tentato per la seconda volta di dare fuoco ad alcuni oggetti presenti all'interno della cella in cui era stato trasferito, provocando così l'intossicazione di altri tre poliziotti. La denuncia del nuovo episodio arriva dal sindacato di polizia penitenziaria Sinappe.

Secondo le prime informazioni il detenuto avrebbe prima iniziato a danneggiare tutti gli oggetti presenti nella cella ed avrebbe poi dato fuoco ad altri oggetti all'interno del bagno, per rendere ancora più difficoltoso l'intervento degli agenti, che hanno usato l'istante per spegnere le fiamme. Il fumo che si era già sviluppato all'interno della cella ha provocato l'intossicazione di tre poliziotti, che sono stati trasportati al Pronto Soccorso per accertamenti. 

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"La situazione resta problematica - scrive il Sinappe - senza che chi di competenza, compresi i superiori uffici dell'Amministrazione Penitenziaria se ne faccia carico in maniera adeguata e risolutiva. Il SiNAPPe non può che continuare, nell’immediato, a chiedere l’urgentissimo trasferimento del detenuto responsabile dell'evento critico, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870.U del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e, nel medio termine, una soluzione definitiva del problema, che non può che passare attraverso la riapertura di Istituti per la cura di detenuti psichiatrici che, superando le criticità che hanno portato a chiudere gli OPG, favoriscano il ripristino di condizioni lavorative dignitose e sicure per il personale in divisa. Si sollecitano, altresì, le richieste di rivedere la dotazione di strumenti atti a rispondere alle offese
dei detenuti per evitare il continuo ripetersi di aggressioni ed eventi critici di ogni genere e di tornare ad investire nella formazione del personale". 

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