Affidamento illegittimo per 7 milioni a ParmAbitare, sequestrati due complessi residenziali: 4 indagati

La Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro preventivo delle aree “Vicofertile Nord” ed “Ex Althea”, destinate ad ospitare una cinquantina di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Indagati i vertici della società e dirigenti del Comune

La Guardia di Finanza di Parma ha posto sotto sequestro, nella mattinata di oggi martedì 5 novembre, due aree di proprietà del Comune di Parma - “Vicofertile Nord” ed “Ex Althea” - destinate ad ospitare circa cinquanta alloggi di edilizia residenziale pubblica e affidate a ParmAbitare. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria hanno eseguito il decreto, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari. Quattro persone, tra dirigenti comunali e responsabili della società ParmAbitare, sono indagate per il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Secondo la ricostruzione della Procura di Parma infatti le due lottizzazioni sarebbero state affidate alla società ParmAbitare S.c.a.r.l. in modo "illegittimo ed illegale". Il valore dell'affidamento a ParmAbitare, contestato dalla Procura, è di oltre 7 milioni di euro. 

Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Parma sotto la direzione della Procura della Repubblica di Parma, sviluppate con analisi documentale, ascolto di testimoni informati sui fatti ed intercettazioni telefoniche, avrebbero messo in luce i ruoli di quattro persone, tra dirigenti comunali e responsabili della società ParmAbitare, ai quali è stato contestato il reato all’art.353 bis del codice penale - ovvero turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. 

Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Parma infatti "l’attività investigativa ha permesso di evidenziare come l’affidamento diretto, alla società ParmAbitare, dei lavori di costruzione di circa cinquanta alloggi di edilizia economica e popolare, sia apparso strumentale in quanto diretto allo scopo di aggirare la normativa sugli appalti pubblici e di affidare ai costruttori privati, soci della medesima società, la realizzazione di opere pubbliche senza limiti temporali e di stanziamenti, riservando ad essi, in esclusiva, una quota di mercato, in violazione di legge". 

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ParmAbitare: la ricostruzione dal 2003 ad oggi 

ParmAbitare S.c.a.r.l., infatti, rientra nelle società c.d. "miste", introdotte per concretizzare il c.d. "partenariato pubblico privato". Nel caso di specie, la società di scopo ParmAbitare è stata costituita, nel 2003, da ACER Parma (Azienda casa Emilia-Romagna), da diversi Comuni del parmense (con una quota complessivamente in mano pubblica pari 88% capitale sociale) e da alcune società private (6 soci costruttori e 1 socio finanziatore). Di fatto, la società ParmAbitare non è mai stata operativa in quanto, sin dalla costituzione, non ha mai avuto dipendenti ed organi di controllo, basando la sua attività esclusivamente sull'operato di consulenze esterne e sulle attività svolte da ACER Parma. I soci privati erano stati selezionati a seguito di una gara pubblica indetta da ACER Parma, azionista di maggioranza. Per la costituzione di una società cd “mista”, infatti, è necessario effettuare una gara pubblica unica (c.d. "gara a doppio oggetto") a fronte della quale è possibile selezionare i partner privati e fissare l'oggetto, le modalità e le tempistiche di esecuzione del servizio. Tuttavia, per tutelare la libera concorrenza, nella gara a doppio oggetto devono essere definiti puntualmente i lavori/servizi da effettuare e deve essere fissato un limite temporale di operatività societaria. Dall’esame della documentazione agli atti è tuttavia emerso come, già all’interno di tale gara pubblica, fosse stata inserita genericamente solo la quantificazione degli immobili da costruire (560 appartamenti) senza che venissero puntualmente definite le opere da realizzare ed i servizi da effettuare, nonché le tempistiche di perseguimento dello scopo sociale. In tale contesto, nell'anno 2009, il Comune di Parma affidava a ParmAbitare la realizzazione di alcuni complessi residenziali ERP (tra cui i due oggetto d’indagine, denominati AF1 Vicofertile Nord e B22 Ex Althea). L’affidamento diretto era avvenuto in forza di patti parasociali, sottoscritti dai soci pubblici e privati di ParmAbitare, sulla base dei quali, peraltro, la realizzazione degli interventi sarebbe spettata a rotazione ai soci privati costruttori. I patti parasociali, tuttavia, non erano mai stati rinnovati ed erano scaduti nel 2006, così come emerso dall’analisi della documentazione agli atti. 

“3.000 case per l’affitto e la proprietà”: tra il 2010 ed il 2013"

L'inserimento di dette opere nel programma regionale “3.000 case per l’affitto e la proprietà” determinava anche l'erogazione di un consistente finanziamento regionale per il Comune di Parma. ParmAbitare, nel 2010, consegnava in via d’urgenza, a due dei suoi soci costruttori privati, le aree Vicofertile Nord e Ex Althea, provvedendo tuttavia alla sospensione dei lavori dopo pochi giorni. Nel 2013, il Comune di Parma decideva di sospendere la realizzazione degli interventi nelle aree di Vicofertile Nord e Ex Althea, rinunciando al finanziamento regionale concesso, uscendo di diritto dal richiamato Programma Regionale. Peraltro, sempre nel 2013, una modifica della Legge Regionale 24/01 aveva eliminato la possibilità di costituire società di scopo, mentre il testo unico sulle società partecipate, nel 2016, aveva imposto la messa in liquidazione delle società prive di operatività e dipendenti. ParmAbitare doveva pertanto essere messa in liquidazione, in quanto basava le sue facoltà di poter realizzare alloggi pubblici su presupposti normativi ormai abrogati o modificati. 

"Affidamento illegittimo e finalizzato ad evitare una gara pubblica" 

"Nel gennaio 2016 il Comune di Parma, sulla base della disponibilità di fondi ministeriali, decideva di riattivare i progetti sospesi di Vicofertile Nord ed Ex Althea. Per la realizzazione degli interventi il Comune di Parma, alla fine del 2017, decideva di affidare nuovamente i lavori di realizzazione dei complessi ERP alla società ParmAbitare, nonostante la c.d. "gara a doppio oggetto" per la costituzione della società, con tutte le criticità sopra evidenziate, fosse stata esperita, nel lontano 2003, da una diversa stazione appaltante (ACER). Inoltre, per giustificare l’affidamento diretto delle attività di progettazione e realizzazione dei lavori, negli atti deliberativi della Giunta Comunale, redatti sulla base dei pareri tecnico-amministrativi dei Dirigenti responsabili, la società ParmAbitare viene definita società "in house providing", assimilabile ad un organismo interno all’Amministrazione. Tale affermazione, tuttavia, trae spunto da una rappresentazione della realtà risultata non veritiera, tenuto conto che la società in parola, mai di fatto autonoma ed operativa, era una società “mista” pubblico-privato, la cui legittimazione ad operare appare venuta meno a seguito delle modifiche normative degli anni precedenti. Peraltro, nel 2018, dopo la formalizzazione dell’affidamento dei lavori in parola, ParmAbitare è stata posta definitivamente in liquidazione. Sulla base della complessa ricostruzione normativa e delle attività investigative svolte, l'affidamento dei lavori effettuato del Comune di Parma alla società ParmAbitare - basato sulla fuorviante considerazione di quest'ultima come società in house – è dunque apparso illegittimo e finalizzato ad evitare l’esperimento di una gara di appalto pubblica, a vantaggio dei soci privati costruttori della società".

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