Compiano, evento Decadence annullato. "Nessun insulto omofobo"

Versioni discordanti per l'evento previsto per il 5 gennaio al Castello di Compiano. Il direttore artistico di Decadence attacca, Borgo Casale replica: "Nessun atteggiamento omofobo, si sono presentati come un'associazione cinese"

Un 'no' arrivato a pochi giorni dalla data dell'evento dedicato a Bram Stoker in una cornice suggestiva, il Castello di Compiano, per ragioni ufficialmente non rese note dalla società che ha in gestione lo spazio. Un rifiuto, quello dal Borgo del Casale Srl, arrivato a ridosso della data dell'evento, il 5 gennaio, e all'indomani di un accordo preso con gli organizzatori accompagnato anche dalla firma di un contratto di affitto dei locali.

La notizia data dal Decadence sulla propria pagina facebook fa riferimento a frasi omofobe che sarebbero state pronunciate da rappresentanti della società di gestione. Pur non trattandosi di un fatto dimostrabile, il polverone sollevato con il botta e risposta che invece si è scatenato sui social network nelle pagine del Decadence e del Castello di Compiano a seguito della notizia data dagli organizzatori, è stato poi la prova di una presenza omofoba diffusa. Offese e insulti omofobi particolarmente pesanti nei confronti del Decadence e degli aderenti all'evento da parte di un grande numero di utenti di facebook nella pagina ora inaccessibile. Il diniego a ridosso dall'evento pur con un contratto firmato e con il benestare del sindaco di Compiano ha fatto inevitabilmente scattare il ricorso alle vie legali da parte del Decadence, realtà che da anni organizza eventi riconosciuti a livello nazionale e anche europeo con nessun precedente simile ma sempre con riscontri positivi.

“Non ci sono parole per definire la mancanza di professionalità, l'inciviltà e l'ignoranza dei gestori di questo castello. In 8 anni di attività non ci era mai capitato di annullare l'evento – ha sottolineato Carlo Valentine, fondatore e direttore artistico del Decadence –. Mi sento profondamente disgustato dall'atteggiamento di certe persone che ovviamente, non sanno quel che dicono e mi meraviglio del fatto che uno spazio comunale, ospitato da uno dei 100 borghi più belli d'Italia, venga affidato alla gestione dissennata di certi personaggi”. Non un caso che si limita a mere questioni burocratiche ma che potrebbe profilarsi come un caso discriminatorio. “Oltre alla penale, legittimo risarcimento che la società dovrà riconoscere al Decadence per non aver onorato il contratto, i referenti di questa società dovrebbero farsi un esame di coscienza e vergognarsi delle parole omofobe che hanno utilizzato”, sottolinea Valentine.

Sconcerto e amarezza oltre che dagli organizzatori, espressa anche da un grande numero di utenti che segue in rete gli sviluppi della vicenda e si è da subito battuto al fianco del Decadence per capire le ragioni del rifiuto, non riuscendo ad avere alcuna risposta dalla società.
Insulti dettati dalla mancanza di conoscenza sulla tipologia degli eventi realizzati e sulla realtà che compone il Decadence, il parere di alcuni utenti. Oltre a organizzare da 8 anni eventi a cadenza mensile tra Bologna e diverse località suggestive per dare vita a serate alternative in spazi legati al contesto medievale, il Decadence collabora anche con associazioni culturali, promuove la cultura underground oltre ad occuparsi anche di campagne di sensibilizzazione su tematiche sociali e progetti significativi come la raccolta fondi per la Casa Maternità Il Nido di Bologna o la campagna a sostegno del Castello di Finale Emilia colpito dal terremoto.

LA REPLICA DA BORGO DEL CASALE SRL - "Nessun atteggiamento omofobo, nessuna ingiuria", rende noto attraverso un comunicato stampa Maurizio Sanvido, Borgo del Casale srl. "La serie di attacchi gratuiti, ingiustificati e pretestuosi, portati, con inaudita ed inutile violenza, non solo verbale, alla mia persona ed alla società della quale sono amministratore unico, Borgo di Casale s.r.l., impone, a tutela del mio buon nome, di quello della società, dei suoi rappresentanti legali e di tutti coloro che, con professionalità, sono impegnati nella gestione della stessa, alcune precisazioni, che non vogliono essere giustificazioni dell’accaduto, ma una serena rivisitazione della realtà, che qualcuno ha voluto, in mala fede, mistificare. Non ho mai riferito le parole che mi vengono attribuite, in virgolettato, come apparse sul sito internet di Decadence e sulla pagina di Facebook della stessa, associazione che non conoscevo prima di oggi".

Secondo quanto sostenuto da Sanvido, in sede di incontro, gli organizzatori dell'evento si sarebbero presentati come responsabili di un'associazione cinese: "Una ventina di giorni fa ho avuto un incontro nel corso del quale alcune persone, presentatesi come responsabili di certa Associazione Cinese, con sede in Bologna, richiedevano l’utilizzo dei locali del Castello di Compiano, gestito da Borgo di Casale s.r.l., per lo svolgimento di una festa ottocentesca, con invitati vestiti a tema, serata caratterizzata da intrattenimento musicale ed esibizioni artistiche. Su tali presupposti veniva definito un accordo contrattuale. Ebbene, in data 26 dicembre u.s., venivo informato che sulla pagina di Facebook del Castello di Compiano era citato, per la serata del 5 gennaio 2013, l’evento di cui sopra, pubblicizzato da un fan di Decadence, che nulla aveva a che fare con la società con la quale erano intervenuti gli accordi trasfusi nel contratto del quale ho riferito. Mi veniva precisato che Decadence aveva un sito internet, il cui contenuto raccoglieva immagini legate a pratiche estreme, che nulla avevano a che fare né con l’ambiente del Castello, né con una festa medioevale.

Verificata la circostanza, invitavo una mia collaboratrice ad informare controparte che ben diversi erano gli accordi intervenuti e che mai avrei concesso l’utilizzo dei locali del Castello se solo avessi saputo del reale contenuto della festa, per cui decidevo di annullare la serata. Nessun atteggiamento omofobo, nessuna ingiuria, nessun disprezzo del prossimo; dopo le intese raggiunte, mai più ho parlato con coloro che si erano presentati quali esponenti di Associazione Cinese. Ho ritenuto, e ritengo, almeno inopportuno che all’interno dei locali del Castello si svolgesse una festa che prevedeva certe pratiche, che non critico ed in relazione alle quali non ho mai espresso alcuna valutazione, nel massimo rispetto del pensiero di tutti, ma considero assolutamente scorretto non esserne stato informato preventivamente, per avere, almeno, la possibilità di motivare quello che sarebbe stato, comunque, un rifiuto alla concessione dei locali. Non accetto attacchi ingiustificati ed insulti violenti e gratuiti; mi attiverò nelle più opportune sedi giudiziali a tutela delle mie ragioni, della mia professionalità e della mia onorabilità, anche a garanzia di tutti coloro che si stanno impegnando per sviluppare quel patrimonio di cultura e di conoscenza rappresentato dal Castello di Compiano, dal borgo, dai luoghi e dalle persone che lo abitano". Un tema che continua a scatenare polemiche anche sulla rete quello dell'annullamento dell'evento nel Castello di Compiano e delle presunte affermazioni omofobe, ora il caso passa per vie legali.


 

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Luke Crow
    Luke Crow

    Sarebbe opportuno informare tutti che le campane sono ovviamente discordanti tra loro. Pare infatti che il signor Sanvido abbia dichiarato che gli accordi contrattuali presi fossero DIFFERENTI da quelli reali. Pare che il contratto parlasse di festa a tema MEDIEVALE e non fetish/estrema quali sono i party Decadence. Se così fosse il contratto può essere serenamente, e LEGALMENTE, annullato. Il signor Sanvido, poi, dichiara di non aver mai pronunciato la frase omofoba della quale viene accusato. Non ci è dato sapere da che parte stia la verità, ma sicuramente qualcuno, al di sopra di tutti, avrà la cura di chiarire la situazione. Unica cosa, sarebbe elegante, da parte di tutti voi, condividere non solo le proprie accuse ma anche le difese della controparte. Anche perchè, se si è nel giusto, non bisogna certo temere le parole dei nostri "avversari". http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/2/166775/Il_gestore%3A_Nessun_atteggiamento_omofob o%3A_gli_accordi_iniziali_erano_diversi.html

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