Centrali nucleari: nella “mappa Scajola” anche Fidenza e Sissa?

Il presidente della Provincia: "Quanto accaduto in Giappone dovrebbe indurre il nostro esecutivo a riflettere in merito alle sue scelte piuttosto che minimizzare". Nessuna dichiarazione dal sindaco di Sissa

Due anni fa, l'allora Ministro allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Claudio Scajola, individuò nella mappa delle zone idonee per la costruzione di impianti nucleari un'area non precisata a nord di Fidenza come adatta ad ospitare una centrale. Pare che anche Sissa, comune della Bassa parmense, sia uno dei territori individuati come papabili. Rispetto a queste ipotesi, netta fu la presa di posizione contraria da parte del presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, il quale recentemente, con il disastro nucleare giapponese davanti agli occhi, e con la decisione del nostro Governo di andare avanti nella sua scelta a favore dell'atomo, non solo ha dato conferma del suo dissenso di allora, ma rincarando la dose, qualche giorno fa ha dichiarato “quanto accaduto in Giappone, dovrebbe indurre il nostro esecutivo a riflettere in merito alle sue scelte, piuttosto che minimizzare”.

Rispetto alla possibilità di insediare centrali nucleari nel parmense, Bernazzoli  a suo tempo sostenne che, essendo la provincia di Parma patria riconosciuta a livello mondiale delle produzioni agroalimentari di qualità, oltre che una delle aree più antropizzate d'Europa, dovrebbe essere l'ultima terra dove pensare sensatamente di costruire un impianto nucleare, “al di là di ogni altra considerazione - sottolineava il presidente della Provincia - è una violenza al territorio e alle nostre comunità. Mi auguro che la mappa pubblicata delle zone 'meno rischiose per il nucleare' non corrisponda alle idee del ministro Scajola e comunque una precisazione sarebbe più che mai necessaria. Se così non fosse non mancheremo di coinvolgere gli enti locali e i cittadini per fare sentire le nostre legittime ragioni insieme a tutti quelli che hanno a cuore il futuro del nostro territorio”.

Ma tra gli enti locali di quelle aree individuate nella mappa, oggi, come ieri, regna il silenzio. Appena la polemica sul nucleare ha ripreso vigore in seguito agli accadimenti giapponesi, il sindaco di Sissa, Grazia Cavanna, ha fatto sapere che sull'argomento non avrebbe rilasciato dichiarazioni. Per quanto riguarda Fidenza, esiste, invece, una nota del luglio 2009 da parte dell'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Cantini, dove si sottolinea che “al Comune non è mai pervenuta alcuna richiesta o interessamento per una centrale nucleare da parte del Ministero dello Sviluppo economico”, relativamente alla mappa che individua Fidenza quale territorio adatto per istallare una centrale nucleare, nella stessa nota si sostiene che questa risulterebbe ormai obsoleta “frutto di uno studio sui siti potenzialmente idonei poiché a basso rischio, effettuato dal Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare negli anni '70, prima dell’entrata in funzione della centrale termonucleare di Caorso” .

L'unico Comune che in questi giorni si è pronunciato senza mezzi termini contro la scelta nuclearista del governo Berlusconi è Colorno, dove l'Amministrazione comunale nel ribadire con forza il suo no, ha confermato l'intenzione di procedere alla denuclearizzazione del proprio territorio, così facendo seguito alla mozione consiliare approvata nell'ottobre 2010 e arrivata dopo la ventilata ipotesi di una centrale nucleare da installare nella vicina cittadina di Viadana, nel Mantovano. Sul tema del nucleare e sulla polemica rilanciata in questi giorni da Bernazzoli, il deputato leghista di Ponte Taro (località poco distante da Fidenza) Fabio Rainieri, facente parte della Commissione agricoltura della Camera, pur ammettendo che la provincia di Parma, in quanto patria dell'agroalimentare, subirebbe un danno, anche se più d'immagine, che altro, se si trovasse a dover ospitare sul proprio territorio delle centrali nucleari, non si dice contrario al nucleare tout court.

“Capisco che nessuno desideri avere vicino alla propria casa qualcosa che possa creare problemi, tuttavia le centrali nucleari che si vogliono installare in Italia sono di nuova generazione e, quindi, più sicure di quelle giapponesi” spiega il deputato del Carroccio. Prima di partire lancia in resta “con polemiche che in questo momento di preoccupazione per quanto accaduto in Giappone appaiono sospette di essere strumentali” Rainieri consiglia di cominciare con il convocare un tavolo di discussione tra le varie istituzioni del territorio. E conclude: “Se il Governatore dell'Emilia Romagna,Vasco Errani, si pronuncerà sul nucleare con la stessa forza con cui lo hanno fatto i Governatori di Veneto e Piemonte, che si sono dichiarati assolutamente indisponibili ad ospitare centrali nucleari sul proprio territorio, la questione delle centrali anche nella nostra Regione sarà definitivamente chiusa”.

Nella foto la centrale nucleare di Tricastin in Francia

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