Piazza vs moschea, è ancora scontro: “A breve un ribaltone”

Non si placano i dissidi tra l'artigiano Piazza e il Centro Islamico. In veste di portavoce degli artigiani del quartiere Piazza ha incontrato l'assessore Alinovi: "Mi ha promesso che in questi giorni risolverà la situazione"

Una diatriba che va avanti a suon di querele e insulti. La partita Piazza-Moschea non è ancora chiusa. L’artigiano che da tempo ha avviato la crociata contro il centro islamico di via Campanini continua a depositare esposti l’ultimo ai danni dell’architetto che ha ispezionato i locali della moschea “per falso in atto pubblico. I locali non hanno un sistema di areazione a norma e poi è un luogo di culto non un magazzino come è stato dichiarato negli atti”.

“La Giunta Vignali ha spostato qui la moschea, ma non si può pregare in un quartiere artigianale! Gli altoparlanti che richiamano alla preghiera sono a 30 metri dalla mia camera da letto. Il rumore è intollerabile, - afferma Cesare Piazza - una notte ho chiamato i carabinieri ed è stata aperta una procedura. Poi mi sono sentito minacciare mentre stavo facendo dei lavori nel capannone perché la mia musica era troppo alta”.

Storie di ordinaria intolleranza. Responsabile la vecchia amministrazione che fece sì che il centro migrasse da via Bixio in via Campanini “abbiamo fatto tanti sacrifici per comprare questo edificio –dichiara uno dei fedeli in moschea – e continuiamo a spendere un sacco di soldi per renderlo agibile e a norma di legge. Proprio ieri ho comprato dei dispositivi per l’areazione che sono costati 2mila euro”.

Intanto il nuovo assessore all’Urbanistica Alinovi avrebbe promesso a Piazza “di porre immediatamente fine a questa vicenda. Non posso dire nulla per ora preferisco che l’assessore lavori in serenità, ma assicuro che se arriverà una risposta positiva provocherà scalpore in tutta la città. Con il comitato di artigiani del quartiere ci siamo sempre opposti alla presenza della moschea. È illogica e dannosa, non possono stare qua”. Dal canto loro i musulmani riuniti all’interno del centro sostengono: “noi vogliamo solo pregare e stare tranquilli. Non è nostra intenzione creare problemi, anzi ci teniamo ad avere rapporti di buon vicinato”.
 

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