Città di Parma, gli stipendi non ci sono: lavoratori in balìa delle banche

L'azienda avrebbe promesso ai dipendenti il pagamento di parte di stipendi entro il 25 dicembre. Buco di bilancio non quantificabile: le banche bloccano i fondi. I sindacati aspettano l'esito della trattativa

Sanità privata convenzionata. Al San Raffaele di Milano i lavoratori sono in presidio permanente davanti agli ingressi da più di un mese. Alla casa di cura Città di Parma 250 dipendenti non ricevono lo stipendio da ottobre. Ma nessuno la considera un'emergenza. E per ora non c'è stata nessuna eclatante protesta dei lavoratori. Ma la situazione rischia di 'esplodere' a breve.

Natale senza tredicesima. E senza stipendio, da ottobre. Succede nella casa di cura Città di Parma dove duecentocinquanta lavoratori lamentano la non corresponsione dei propri salari. Una situazione che pare sia stata generata da problemi sorti con tre istituti di credito ai quali l'azienda si poggia. A fronte di un buco di bilancio del quale non è dato ancora sapere l'entità le banche sembra non vogliano più coprire le spese della clinica. Sono in queste ore in corso trattative tra le due parti affinchè si possa sbloccare il pagamento di almeno parte degli arretrati. I sindacati CGIL, CISL e UIL attualmente sono compatti nella battaglia dei lavoratori della Città di Parma. Intanto si attende l'apertura di un tavolo di crisi in Provincia con la partecipazione dell'Unione Industriali.

GLI STIPENDI? 1.200-1.400 EURO AL MESE. "Ci avevano promesso - spiega Fazio della UIL - che prima di Natale avrebbero pagato almeno una parte degli stipendi invece l'azienda latita. A una settimana dal 25 dicembre ancora nessuno dei vertici si è fatto sentire. Dal consiglio di amministrazione avevano fatto sapere che avrebbero provato a trovare un'intesa con le banche. Non sappiamo nulla. Nessuna comunicazione è pervenuta nè ai dipendenti, nè ai sindacati. Siamo uniti a CISL e CGIL in questa lotta. Se non si trova una soluzione bisogna aprire al più presto un tavolo di crisi. I lavoratori sono da 4 mesi senza il becco di un quattrino. Ognuno ha mutui, affitto e bollette da pagare. Si tratta di dipendenti da 1.200, massimo 1.400 euro al mese, non è giusto che paghino gli errori di contabilità dei vertici".

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'LA VICENDA POTREBBE PRECIPITARE'. Una situazione stagnante. Pericolosamente stagnate. Secondo Sauro Salati della CGIL se "non si trova una soluzione la vicenda potrebbe precipitare. Proprio in questo momento sono in corso delle trattative tra le banche e la dirigenza della casa di cura. Aspettiamo fiduciosi l'esito. Ad ora, non è stato sbloccato alcun pagamento e non è stata ricevuta nessuna comunicazione in merito. Sarebbe auspicabile aprire un tavolo di crisi al più presto. Al termine di questa giornata sapremo cosa succederà e valuteremo quali azioni avviare".

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