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I precari contro il concorsone. Saccani: "Servirà a fare cassa"

Domani i lavoratori precari della conoscenza si ritroveranno in Prefettura per protestare contro il "concorsone-truffa". Il segretario provinciale della Flc Cgil: "Non servirà a far entrare i giovani nel mondo della scuola"

Ventiquattromila posti di lavoro a bando contro 180mila precari da regolarizzare e 160mila dipendenti in esubero: gli insegnanti non ci stanno. E si danno appuntamento in tutte le Prefetture d’Italia a tre giorni dall’uscita del decreto per chiedere che sia modificato. “Sembra una manovra più politica ed economica che non realmente legata al lavoro” Simone Saccani segretario provinciale della FLC CGIL definisce così il ‘concorsone’ del ministro dell’Istruzione Profumo “un concorso indetto per creare consensi e fare cassa, non per inserire i giovani nel mondo della scuola”.

“Non saranno premiati né il merito, né i giovani” continua Saccani “il bando è rivolto a chi si è laureato prima del 2001, quindi agli ultratrentenni, ed il discorso del merito non esiste visto che è stato pensato per chi ha pagato per fare la SSIS ed ha già superato dei concorsi. In realtà non bisognerebbe fare altri concorsi finché non si smaltiscono gli abilitati già in graduatoria dato che il ministro ha annunciato che le graduatorie non verranno toccate”.

Venerdì dalle 16.45 alle 18 tutti i lavoratori precari della conoscenza, delle scuole, delle università, degli enti di ricerca, dei conservatori e delle accademie saranno di fronte alle Prefetture di ogni città d’Italia per chiedere che “il bando sia modificato. E’ ancora possibile farlo. I tempi ci sono”.  Il ‘giorno del merito’ si aggiunge alla manifestazione nazionale indetta dai precari della scuola per il 22 settembre. Inoltre nella nota diffusa da FLC CGIL il sindacato annuncia di aver “chiesto che il Prefetto incontri una delegazione di lavoratori, affinchè comunichi al governo la loro opinione prima della pubblicazione del decreto sul concorso previsto per il 24 settembre”.

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