Parma ricorda i suoi partigiani

La città commemora con una corona di fiori i sette partigiani uccisi il 1° settembre del 1944 per mano dei nazifascisti. Presenti i familiari delle vittime, le istituzioni e gli esponenti della società civile

Una corona di fiori ai piedi della lapide che ricorda il sacrificio dei sette partigiani seviziati e uccisi in piazza Garibaldi dai nazifascisti il 1° settembre 1944. Come ogni anno la città di Parma e le sue istituzioni hanno reso omaggio a questi protagonisti della Resistenza con un corteo partito dai Portici del Grano e arrivato davanti al Palazzo del Governatore, dove è collocata la lapide. Hanno partecipato rappresentanti del Comune, della Provincia, delle Associazioni Partigiane. Fra i presenti anche i famigliari delle vittime, l'onorevole Mauro Libè, la senatrice Albertina Soliani ed esponenti del mondo sindacale e della società civile.

"Parma non dimentica né con il cuore né con la mente i propri caduti, e l'Amministrazione comunale è in piazza per rendere onore ai suoi figli. La libertà è una conquista di tutto un popolo, e l'antifascismo appartiene a tutte le classi sociali. Questo fatto storico dimostra che Parma non accettava e non accetta le imposizioni, restando sempre fedele ai principi di democrazia e libertà. La città non si scorda nemmeno dei tre agenti di custodia Gennaro Capuano, Enrico Marchesano e Giuseppe Patrone, fucilati il 19 agosto del '44 per la loro collaborazione alla Resistenza", ha spiegato il rappresentante del Comune, Ferdinando Sandroni, delegato dell'Agenzia all'Associazionismo.

"La storia è ancora presente in mezzo a noi nella carne e nel sangue delle famiglie che hanno sofferto per questi tragici eventi. Parma deve preservare la memoria dei propri caduti", ha aggiunto il presidente del consiglio provinciale Mario De Blasi in rappresentanza della Provincia di Parma.

"Uno di questi giovani uccisi, l'avvocato Barbieri, è stato alunno del liceo Romagnosi. Questa è una dimostrazione che la scuola svolge, e deve continuare a svolgere, un ruolo fondamentale per far crescere i ragazzi nella piena consapevolezza di quello che sono, come uomini e come cittadini, con una visione critica del mondo in cui vivono", ha aggiunto Gabriella Manelli, presidente della sezione cittadina dell'Anpi ed ex preside del Romagnosi.

"Faremo di tutto affinché la libertà sia affermata una volta per tutte", ha aggiunto Renato Lori dell'Anpi - Associazione nazionale partigiani d'Italia.

LA LAPIDE - Questi i nomi dei sette partigiani uccisi scolpiti nella lapide: Giuseppe Barbieri, Vincenzo Ferrari, Gedeone Ferrarini, Afro Fanfoni, Eleuterio Massari, Ottavio Pattacini e Bruno Vescovi. L'epigrafe: "Seviziati e trucidati in questa piazza dai nazifascisti la notte del 1° settembre 1944. La città di Parma non vide mai nei secoli scempio così crudele dei suoi figli. Il loro spirito vivrà eterno come l'amore della giustizia e la liberta".

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