Dal Pakistan a Parma, stroncato maxi-traffico di eroina della banda degli ovulatori: 16 arresti

La droga veniva nascosta nei bagagli a doppio fondo dei corrieri che partivano dal Pakistan e, attraverso la rotta africana e quella europea, arriva nel fiorente mercato dei consumatori parmigiani: in manette nigeriani, italiani e ghanesi. Sequestrati 19 chili di eroina

Trafficavano grandi quantitavi di eroina che arrivava dal Pakistan, attraverso la tratta africana - tra la Nigeria, il Niger, il Malawi, l’Uganda, la Tanzania, il Ruanda - e quella europea - la Turchia e l’Olanda - per finire poi nel fiorente mercato dei consumatori parmigiani, oltre che in altre città d'Italia, da Firenze a Napoli.

Sedici arresti, tra cui alcuni effettuati nella nostra città, hanno stroncato la 'banda degli ovulatori', che si muoveva per importare grossi quantitativi di droga - il cui costo si aggirava tra 30 ed i 40 mila euro al chilo e portava a guadagni fino a 6 mila euro per i corrieri ovulatori. 

Grazie alle indagini, portate avanti dalla Procura della Repubblica di Napoli, con la Direzione Distrettuale Antimafia alle prime luci dell'alba di oggi, martedì 5 novembre, infatti tra Parma, Firenze, Latina, Roma, Sassari, Castel Volturno, Casal di Principe, Napoli,  Corigliano - Rossano, i carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, nei confronti di cittadini di nazionalità nigeriana, ghanese ed italiana, accusati di associazione per delinquere dedita all’importazione, distribuzione in Europa ed in Italia e cessione sul territorio nazionale di ingenti quantitativi di eroina. 

In particolare l’indagine, condotta dai carabinieri dal febbraio 2015 ad oggi, attraverso intercettazioni telefoniche, acquisizione dei piani di volo e delle liste passeggeri dei voli, servizi di osservazione, perquisizioni ed arresti in flagranza di reato, ha consentito di contestare l’esistenza di un’organizzazione criminale, composta prevalentemente da cittadini nigeriani presenti sul territorio nazionale e non, dedita all’importazione e distribuzione di grossi quantitativi di eroina, attraverso reiterati trasporti effettuati attraverso i “corrieri ovulatori”, ovvero con bagagli a doppio fondo, dal Pakistan all’Italia, attraverso la Nigeria, il Niger, il Malawi, l’Uganda, la Tanzania, il Ruanda, la Turchia e l’Olanda; accertare che lo stupefacente, una volta in Italia, veniva ulteriormente lavorato e ceduto in favore di una fitta rete di spacciatori presenti nelle province di Napoli, Caserta, Roma, Cagliari, Latina, Palermo e Firenze che, a loro volta, lo rivendevano al dettaglio sul mercato nazionale. Dopo questi passaggi la droga arrivava a Parma. 

Inoltre sono stati identificati i capi promotori del gruppo criminale: due con residenza nei comuni di Castel Volturno e Villa Literno ed uno in Ruanda. I pagamenti delle transazioni illecite avvenivano mediante circuiti internazionali di money transfer, o mediante accrediti su carte postepay; rilevare, dal contenuto di alcune conversazioni, che tra i fornitori africani e gli importatori europei si annoveravano, quali ulteriori intermediari, appartenenti alle forze di polizia dei Paesi africani e dipendenti delle dogane africani che, al soldo dei trafficanti, facilitavano il passaggio dei corrieri ai varchi aeroportuali, ovvero fornivano visti d’ingresso falsi. Gli indagati si sono resi responsabili, singolarmente ed in concorso, di 24 importazioni di droga dall’estero -di cui 2 tentate- e 117 episodi di cessione a terzi.

Il costo per l’acquisto di eroina all’ingrosso, a secondo della qualità, si aggirava tra i 30 ed i 40 mila euro al chilo e che il guadagno per ogni “corriere ovulatore”, a seconda della complessità del viaggio, variava dai 3000 ai 6000 euro - per esempio nella tratta Uganda-Italia. Gli indagati, soprattutto i capi o loro gregari, utilizzavano numerosi e diversi sistemi di comunicazioni per eludere le investigazioni  -sostituzione di schede telefoniche intestate a soggetti inesistenti o estranei all’indagini, posta elettronica con provider esteri, Call Center, Internet Point e software di messaggistica istantanea Skype.

Nel corso dell'operazione sono state tratte in arresto in flagranza di reato, unitamente ad altre forze di polizia, 19 persone e sono state sequestrate, complessivamente, 976 ovuli e 2 pacchi nascosti in bagagli, per un peso complessivo di quasi 19 chili. 

I contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico e convenzionale decodificato dai carabinieri  - lo stupefacente veniva indicato facendo ricorso a termini del tipo “merci”, “vestiti”, “scarpe” mentre l’espressione “mangiare bene” veniva utilizzata per indicare la capacità del corriere di trasportare ovuli nello stomaco -, hanno consentito di ricostruire le modalità con cui gli spacciatori portavano avanti l'attività di spaccio internazionale di eroina. 

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