"Io, vittima di violenza di genere, abbandonata dalle Istituzioni"

La drammatica storia di Ilenia (nome di fantasia): il 16 gennaio 2016 fu aggredita in strada dall'ex compagno, che aveva già denunciato nei due anni precedenti. Poi è iniziato il calvario: "Chiedo solo di poter rifarmi una vita e che quell'uomo esca definitivamente dalla mia"

"Quel giorno mi ha chiamata 28 volte, ventotto". Inizia così il drammatico racconto di Ilenia (come di fantasia), la ragazza che nel gennaio dell'anno scorso fu aggredita e picchiata in strada dal suo ex compagno, un uomo di pochi anni più grande di lei con il quale aveva deciso di interrompere la relazione tre anni prima. Oggi, dopo più di un anno e mezzo di lotte per i suoi diritti ha deciso di raccontare la sua storia a Parmatoday. I problemi per Ilenia non sono finiti con l'aggressione brutale in centro: l'affidamento a lei dei tre figli è solo provvisorio.

Ilenia chiede che la pratica si chiude il prima possibile: "L'udienza è stata rinviata da febbraio 2017 a giugno e poi subito a dicembre. Chiedo che la pratica si chiuda: abbiamo dimostrato che i bambini stanno bene, i servizi sociali hanno fatto una relazione. Il Giudice però dice che non gli è arrivata: per questo motivo ha rinviato l'udienza. Io e mia madre chiediamo solo che la vicenda si chiuda, per chiudere definitivamente anche con il mio ex compagno e cercare di ricominciare. Non ho problemi a rifarmi una vita: io bado ai miei figli senza problemi. Faccio un appello al Giudice del Tribunale di Parma: chiedo solo un pò di tranquillità e che quell'uomo esca definitivamente dalla mia vita". 

"Mi ha rotto il naso a pugni davanti al mio bambino"

Ilena ci racconta il giorno in cui ha subito l'aggressione, in via d'Azeglio, davanti al suo figlioletto di 5 anni. Era il 16 gennaio 2016. "Io mi ero da poco ritrasferita a Parma e dovevo uscire a fare degli acquisti per i miei figli. Mi ero trasferita a Traversetolo proprio per evitare che lui mi trovasse: nei due anni precedenti all'aggressione l'ho denunciato varie volte per i suoi comportamenti da stalker ma nessuno si è mosso, fino a quel giorno. Ero uscita per comprare delle ciabatte: lui non sapeva dove abitavo ma sapeva che frequentavo abitualmente quel negozio. E ci passava spesso perchè sapeva che potevo essere lì. Mi ha vista e mi ha aggredito, cercando di strapparmi il cellulare di mano per controllarmi i messaggi. Mi ha presa da dietro, mi ha picchiata, davanti al bambino. Mi ha colpita in volto e mi ha spinto contro il muro della chiesa dell'Annunziata. Poi non ricordo molto: c'erano diversi testimoni. E' arriva la Polizia: dopo dodici giorni lo hanno arrestato.  Poi è passato al regime degli arresti domiciliari ed ora è libero: dovrebbe vivere in un'altra città distante per cui per ora non temo che torni a molestarmi. Ho riportato una frattura nasale con 30 giorni di prognosi. La prossima udienza del processo penale si terrà il 6 ottobre". 

"Chiudete la pratica per l'affidamento dei miei figli: voglio rifarmi una vita"

Il calvario di Ilenia era solo iniziato. "Nel marzo del 2016 il Tribunale dei Minori di Parma mi ha affidato i miei tre figli in maniera provvisoria: ad oggi non si è ancora svolta l'udienza per l'affidamento definitivo, nonostante la situazione sia nota, così come sono note le denunce contro il mio ex, che feci già nel 2014 e nel 2015: l'udienza, prima fissata per gennaio 2017 è stata poi rinviata a giugno e poi a dicembre. Il Giudice ha detto che mancava la relazione dei servizi sociali ma loro mi hanno detto di averla inviata. Io chiedo solo che si chiuda la vicenda perchè voglio chiudere definitivamente con lui e rifarmi una vita. Il Tribunale dei minori di Bologna ha emesso un'ordinanza per la quale il padre doveva stare lontano un anno e che doveva fare percorsi con lo psicologo e che i servizi sociali dovevano provvedere ai bisogni dei minori e della madre. Ma nonostante questo non ho avuto nessun aiuto". 

"Nessun aiuto dai servizi sociali" 

Dopo la violenza per la 26enne anche problemi legati all'abitazione non per difficoltà nei pagamenti ma per una truffa subita. "Per due mesi ho avuto la luce e il gas staccati per un problema dell'agenzia che mi affittato la casa: praticamente mi hanno truffata. I contatori non erano intestati a me. Dai servizi sociali, al tempo ero seguita dal polo di via Marchesi non ho avuto nessun aiuto ma al contrario atteggiamenti al limite della derisione. Come mai dei servizi sociali non sono riusciti a intervenire nonostante la presenza di due patologie in famiglia? Oltre a questa situazione, che ho risolto da sola, anzi con l'aiuto di mia madre, cambiando casa i servizi sociali mi avevano anche promesso che mi avrebbero esentato dalle rette della mensa. Invece ciò non è avvenuto ed ora devo pagare tutti i bollettini. Il mio ex compagno dovrebbe darmi 450 euro al mese per il mantenimento dei figli; invece non lo fa: ogni tanto mi dà 50 o 100 euro al mese e niente di più". 

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