"Due poliziotti della Penitenziaria aggrediti e feriti da un detenuto durante un Tso"

L'episodio sarebbe avvenuto in ospedale: la ricostruzione della Fp Cgil che chiede misure più restrittive

Un detenuto avrebbe aggredito violentemente due agenti della Penitenziaria durante l'esecuzione di un Trattamento Sanitario Obbligatorio nei suoi confronti. Ecco la ricostruzione della Fp CGIL, che chiede misure più restrittive 

"Abbiamo appena avuto notizia che due Poliziotti Penitenziari avrebbero subito una violentissima aggressione da un detenuto africano, sottoposto a Tso presso il repartino 
ospedaliero del nosocomio cittadino; gli stessi sarebbero stati costretti a recarsi presso il locale pronto soccorso, per essere sottoposti alle cure del caso.


E non sarebbero neppure i primi a subire simili aggressioni da parte del suddetto detenuto, tutti del ruolo agenti ed assistenti del Corpo di Polizia Penitenziaria, chiamati a contenere le 
sue furiose e disumane intemperanze. Tale detenuto sarebbe, inoltre, noto per ulteriori episodi infrattivi, quali il lancio di feci e
altri liquidi biologici, gli sputi ed i continui insulti al personale che lo ha in cura e custodia.

"La Fp CGIL ‐ si legge in una nota- sta denunciando da tempo immemore il peggioramento delle condizioni lavorative all’interno dei reparti detentivi, anche ospedalieri, a causa, tra l’altro, del passaggio della gestione di simili detenuti dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziaria ai Reparti di Osservazione Psichiatrica e alle REMS, che non hanno adeguata capacità ricettiva, con la  conseguenza che, oggi, le carceri italiane sono tutte in balia di soggetti psichiatrici che mettono quotidianamente a repentaglio l’ordine e la sicurezza interna degli Istituti di Pena e l’incolumità psicofisica di tutto il personale. Crediamo che non sia più rinviabile una repentina inversione di rotta e presa di coscienza del problema da parte dell’Amministrazione Penitenziaria sia a livello centrale che preriferico, per adottare urgenti soluzioni organizzative affinché tali episodi non abbiano più a verificarsi. In mancanza di risposte concrete da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, delle Istituzioni locali e della politica in generale, questa Segreteria si vedrà costretta a far seguire ulteriori iniziative di protesta, con relativa ed ampia partecipazione della stampa e dei mezzi d’informazione Radio-Televisivi, per la tutela delle ragioni e dei diritti contrattualmente riconosciuti al personale di Polizia Penitenziaria, a cominciare dal diritto di prestare il proprio servizio in un contesto organizzativo improntato sulla serenità lavorativa e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro". 

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