Easy Joint, boom per la cannabis light: "Da maggio vendute tra le 12 e le 14 tonnellate di fiori di canapa"

Intervista a Luca Marola, storico proprietario del Canapaio Ducale di piazzale Picelli e ideatore del progetto Easy Joint, la cannabis light a basso contenuto di Thc e legale che sta spopolando in tutta Italia

Nel maggio del 2017 nasce a Parma il progetto Easy Joint, la cannabis light con un basso contenuto di Thc. Un mercato potenziale e già in parte attivato che è distinto da quello, illegale, della marijuana e che attira nuovi clienti e nuovi strati della popolazione. Ad ottobre 2017 si può già parlare di boom dell'Easy Joint e di business della cannabis light? Probabilmente si: abbiamo chiesto questo ed altro a Luca Marola, storico proprietario del Canapaio Ducale e ideatore del progetto Easy Joint. 

Come sono cambiate, nel corso degli anni, le ricerche relative agli utilizzi della canapa? 

"Non c'è nessun prodotto vendibile rispetto a quello che era nel 2002, ad eccezione della cannabis light e tutto quello che è legato ai cannabinoidi secondari. L'aumento delle ricerche e delle scoperte relative alla caratteristiche della canapa e dei suoi aspetti arrivano ad esserci prodotti nuovi. Il negozio l'ho aperto nel 2002, quando ancora non c'era la legge Fini-Giovanardi. Ho vissuto tutto il percorso che ha poi portato alla sua cancellazione. Da allora ad oggi sono avvenute due cose: la prima è che, anche dopo i processi che ho subito insieme ad 64 negozianti in giro per l'Italia, è stato stabilito che i negozi come il mio non fanno istigazione, anche durante la vendita di semi di canapa ad alto contenuto di Thc. E' lecito ed è legale vendere di cannabis.

L'inchiesta iniziò nel 2010 e finì nel 2014. Il secondo aspetto è che c'è una consapevolezza maggiore delle persone rispetto alle altre proprietà della cannabis. Se all'inizio era un negozio che vendeva prodotti a consumatori di marijuna ora si è aperto a persone che cercano altre cose: i prodotti cosmetici a base di olio di semi, i prodotti alimentari a base di canapa, l'industria tessile è rimasta un pò al palo. Si sono conosciuti mezzi gli altri utilizzi della canapa". Il fatturato è sostanzialmente lo stesso, magari diminuiscono le entrate relative ai prodotti per fumare e per coltivare e aumentano i clienti che sono interessati ad altri, aumentano i settori merceologici. D'altra parte nel 2002 c'erano 14 negozi di canapa mentre ora ce ne sono 300. Poi ci sono anche negozi che chiudono: si può già parlare di cannabis business". 

Come procede il mercato della cannabis light?

"L'Easy Joint è stato ideato a Parma: l'abbiamo ideato e lanciato come risposta ad una mancanza della legge. Ad oggi la commercializzazione del fiore di canapa non è normato: non è vietato e non è permesso perchè comunque non esiste alcuna destinazione per il fiore: siamo in un limbo. Perchè questo progetto, anche politico, possa avere una sua storia, era necessario creare un'attenzione mediatica molto altra sull'infiorescenza a basso contenuto di Thc. Come azienda Easy Joint sta andando molto bene: siamo i principali venditori di fiori di canapa in Italia, lavoriamo con 56 aziende sul territorio nazionale.

"Vendute tra le 12 e le 14 tonnellate di fiori di canapa da maggio" 

Complessivamente, da maggio, sono duecento le aziende agricole che stanno producendo fiori di canapa, sono poco più di 250 i negozi che stanno vendendo al pubblico: è un fenomeno che ogni settimana cresce. Per ora, dall'11 maggio, abbiamo commercializzato tra le 12 e le 14 tonnellate di fiore a basso contenuto di Thc: sono sei, otto stadi di San Siro come superficie di coltivazione". L'unico scopo della vendita è il fatto di arrivare al riconoscimento della commercializzazione del fiore di canapa a basso contenuto di Thc e vanga riconosciuto come il motore trainante della commercializzazione della canapa in Italia. Le aziende sono riuscite a rimanere in piede grazie alla produzione del fiore di canapa. Noi, di fatto, commercializzando un prodotto la cui commercializzazione è dubbia stiamo tenendo in piedi l'intera filiera della canapa. L'obiettivo è che si arrivi a vendere fiori di canapa come si vendono barbabietole. 

Quali sono le tipologie di clienti che acquistano la cannabis light? 

I due mercati, quello della cannabis con alto contenuto di Thc e quello della cannabis con basso contenuto di Thc sono molto diversi: in negozio il cliente tipico di Easy Joint ha più di 25-30 anni, ci sono parecchi 40enni e 50enni, magari perchè gli ricorda il sapore delle canne che si fumava da giovane. Molti preferiscono questa che non ha quasi nessun effetto, oppure chi ha forme lievi di insonnia e di ansia. Si vende in barattolo: arrivano dei grossi quantitativi di easy joint da una magazzino nelle Marche e lì una cinquantina di lavoratori a contratto puliscono i fiori, tagliano i rametti e le mettono dentro i barattoli, attaccano l'etichetta, mettono il sigillo di garanzia e le spediscono".

Come è stato trattato il progetto Easy Joint e perchè qualcuno cerca di ostacolarne il mercato?

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"Fortunatamente fino ad ora tutti i giornalisti hanno trattato il progetto in modo corretto e mai in modo folcloristico il progetto Easy Joint, tutti più o meno dicono la stessa cosa: nessuno parte da Bob Marley per poi arrivare a parlare di cannabis light. Avevamo commissionato ad un ricercatore della Sorbona una ricerca, che ha cercato di fare delle proiezioni sull'impatto del mercato della cannabis light nel sistema Italia: effettivamente si parla di 44 milioni di euro. Ora abbiamo dato un incarico ad un gruppo di analisti statunitensi: c'è un mercato enorme e potenziale ed è stupido ignorarlo e cercare di cancellarlo. Vogliono ostacolarlo perchè ricorda troppo la marijuana, la droga e per qualcuno ossessionato da queste cose anche soltanto l'idea della droga deve essere estirpata. Se un fiore di una stessa pianta, selezionata per non produrre Thc, è il fiore della stessa pianta della droga allora è meglio che non si veda, che non ci sia". 

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