L'economia solidale per combattere la crisi: progetto di legge regionale di Gabriele Ferrari

"Il progetto di legge - sottolinea Ferrari - si propone di riconoscere l’economia solidale come strumento per affrontare la crisi economica, ambientale ed occupazionale"

"In Emilia-Romagna viene data molta importanza a buone pratiche di economia solidale come l’agricoltura di prossimità, la diffusione di energie rinnovabili e sostenibili, il riuso e il riciclo, la mobilità sostenibile, il turismo responsabile, la finanza etica, il software libero, l’edilizia basata sulla rigenerazione. Siamo convinti che per combattere la crisi sia cruciale puntare con decisione sull’economia solidale e per questo abbiamo presentato in assemblea legislativa un progetto di legge specifico che verrà discusso nei prossimi mesi". A darne notizia è il consigliere regionale Pd Gabriele Ferrari, sottoscrittore del progetto di legge "Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale".

"Il progetto di legge - sottolinea Ferrari - si propone di riconoscere l’economia solidale come strumento per affrontare la crisi economica, ambientale ed occupazionale". Il provvedimento punta anche a "definire misure di sostegno per valorizzare, promuovere e sostenere lo sviluppo dell’economia solidale", a partire dall’applicazione dei “Sistemi locali di garanzia partecipata” e dalla creazione di “Centri per l’economia solidale”. Tra le proposte c'è anche l’istituzione di una delega o un assessorato ad hoc dedicato all’economia solidale, l'organizzazione di un Forum regionale per l’economia solidale, la creazione di un Tavolo regionale e l'attivazione di un Osservatorio con un portale web dedicato.

“Il calcolo del Pil, – si legge nella relazione introduttiva al progetto di legge – incentrato sulla produzione di ricchezza, ignora i costi sociali e ambientali dello sviluppo economico e ci consegna un quadro parziale della reale qualità della vita non si tratta solo di ridistribuire la ricchezza ma di ridefinire un sistema di valori, di coniugare lo sviluppo al rispetto dell’ambiente, di organizzare tutto il sistema economico in virtù dei bisogni reali della società e delle risorse disponibili”.

“L’economia solidale di cui si parla non è in ogni caso un modello teorico, tutto da verificare, ma si basa su numerose pratiche già attive che presentano una serie di caratteristiche comuni", tra le quali "l’utilizzo sostenibile dei beni comuni; la valorizzazione e la tutela delle risorse; la collaborazione e l’inclusione di tutti nel processo produttivo e l’integrazione in quello di consumo; il fatto di fondare l’economia sulla dimensione relazione; il legame con il territorio; l’articolazione in reti; l’obiettivo di rendere l’economia più democratica; la difesa dei diritti e la tutela del valore del lavoro; il ridimensionamento del ruolo del mercato, ricondotto a una sfera sociale”

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