Sfratti, gli ufficiali giudiziari: “La situazione è nera, peggiorerà"

Emergenza abitativa. Il dirigente degli ufficiali giudiziari Gianfranco Simeone a ParmaToday: "Siamo esecutori. Purtroppo non possiamo fare distinzioni tra chi ha disabili o minori in casa se bisogna sgomberare"

Lo sfratto eseguito a Fornovo il 7 dicembre 2012

Un altro anno di sfratti. Il 2013 non pare si prospetti migliore dell'anno trascorso sul piano dell'emergenza abitativa. A confermarlo è il dirigente degli ufficiali giudiziari del Tribunale di Parma Gianfranco Simeone il quale non ha dubbi: “Prevediamo un peggioramento per l'anno in corso”. “La situazione degli sfratti a Parma è nera, – sentenzia Simeone – il problema è serio e grave. Era stato varato un accordo che prevedeva un contributo da parte degli enti pubblici da versare ai proprietari, ma è scaduto il 31 Dicembre e non mi risulta sia stato rinnovato”.

Tra gli sfrattati famiglie con minori e disabili. “Non è scritto da nessuna parte – spiega l'ufficile giudiziario - che chi ha dei bambini o degli invalidi in casa non debba essere allontanato dall'immobile. Se non si arriva ad un accordo con il padrone di casa noi dobbiamo sgomberare. Altrimenti commettiamo un omissione. Ovviamente per una questione etica rinviamo e cerchiamo di tirare avanti nel tempo il più possibile nei casi in cui ci sono minori, ma solo per una questione etica. Poi vi sono gli anziani. Vediamo situazioni drammatiche di persone abbandonate, le case in cui potrebbero essere assistiti sono carissime. Sarebbe necessario organizzare strutture con prezzi calmierati o contribuire alle spese dando la possibilità a tutti di usufruire di quelle già esistenti”.

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“L'unico ente deputato a fare qualcosa è il Comune, – dichiara Simeone – noi purtroppo non possiamo fare distinzioni tra uno sfratto esecutiovo e l'altro. Dobbiamo solo eseguire. Con l'impennata dell'IMU il problema sarà ancora di più accentuato perchè i proprietari cercheranno di rendere più redditizi i propri immobili al fine di recuperare le spese. La soluzione al problema c'è: costuire più case popolari. Ma anche lo Stato ormai ha smesso di investire nell'edilizia popolare. Stiamo tornando indietro. Ripeto è un problema serio”.

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