Expo 2015, Ghiretti: "Che fine ha fatto il protocollo? Parma non è contemplata"

Il consigliere: "Io non so se per “giorno zero” -come disse il sindaco- si intendesse che da quel momento si sarebbe azzerata qualunque possibilità di partecipazione al grande evento milanese"

"Che fine ha fatto il protocollo per l’Expo 2015?". Se lo chiede il consigliere di Parma Unita Roberto Ghiretti. “Lo possiamo definire il giorno zero di un programma di rilancio promozionale della città. Un evento internazionale della portata di Expo 2015, infatti, deve vedere tutte le forze di Parma a raccolta per un unico obiettivo, rilanciare tutto il territorio, ma con la logica di dare il via ad un investimento che, utilizzando come volano l’Expo, possa aumentare l’offerta turistica di Parma anche per il futuro”. Il consigliere riprende le parole di Federico Pizzarotti. "Così si esprimeva il sindaco Pizzarotti il 20 settembre scorso in occasione di una giornata dedicata al tema Expo e alla quale erano presenti la Provincia, l’Università, la Camera di Commercio, le fondazioni ed una rappresentanza delle Fiere e dei Consorzi e di Confindustria. Io non so se per “giorno zero” si intendesse che da quel momento si sarebbe azzerata qualunque possibilità di partecipazione al grande evento milanese, ma di fatto da allora nulla più si è saputo e, a quanto ci è dato sapere, nulla più è stato fatto".

E pensare che nel caso specifico Parma si era mossa in anticipo e con tempestività. Nell’ottobre 2010, Lucio Stanca, allora amministratore delegato di Expo, e il sindaco di Milano Letizia Moratti, in qualità di commissario straordinario di Expo avevano firmato un protocollo di intesa con il Comune di Parma che prevedeva la realizzazione di una Scuola internazionale di alta formazione per la sicurezza e la qualità alimentare, ed integrava Parma nel sistema di iniziative anche fieristiche legate all'Expo.

Il protocollo riconosceva inoltre Parma quale Polo di riferimento europeo sui temi della sicurezza e qualità alimentare, un risultato grazie al quale si sarebbero potute realizzare importanti sinergie tra il sistema-Parma e gli organizzatori di Expo 2015 sul tema delle politiche per la tutela e la sicurezza del cibo. Tanto avveniva nel 2010. Se si scorre oggi il sito ufficiale dell’Expo di tale protocollo non vi è alcun cenno né traccia, anzi lo stesso sembra dimenticato a tal punto che altro e diverso protocollo molto simile a quello in precedenza siglato da Milano e Parma è stato ora approvato tra Bologna e Milano.

Per quanto riguarda il protocollo bolognese, controfirmato nell’ottobre del 2013 - tre anni dopo quello parmigiano -, esso prevede che Bologna sia la prima tappa dell’Expo tour ovvero lo strumento principale per avvicinare le città italiane all’Esposizione Universale. Parma non è contemplata nell’Expo tour, né in altre iniziative; in altre parole sembrerebbe essere esclusa da Expo a vantaggio di altre città. 

E tutto questo avviene nel silenzio assordante di questa amministrazione che, salvo i soliti proclami da convegno, pare non essere proprio interessata al tema. Diversamente si sarebbe potuto cercare di difendere gli accordi pregressi o magari integrarli, migliorarli. Di sicuro l'unica cosa da non fare era lasciare che decadessero o che, peggio, venissero ignorati".

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