Fiaccolata contro l'inceneritore, i 'no termo': "C'è ancora speranza"

In testa al corteo un gruppo di bambini con lo striscione 'No inceneritore'. Presenti il sindaco e l'assessore Folli. Caffagnini di GCR: "Bisogna verificare se l'impianto è frutto di corruzione. La nostra battaglia continua"

No termo ancora in piazza. Oggi pomeriggio circa 700 persone hanno sfilato in corteo per protestare contro l'impianto di incenerimento rifiuti. Una fiaccolata partita da via D'azeglio e conclusasi in piazza Garibaldi. Alla testa del serpente di candele un gruppo di bambini che ha marciato tenendo stretto lo striscione No inceneritore. Un messaggio chiaro per l'amministrazione 5 Stelle che ha partecipato alla protesta. In manifestazione erano infatti presenti sia il sindaco Pizzarotti, sia l'assessore all'Ambiente Gabriele Folli membro del comitato Gestione Corretta Rifiuti, nonchè diversi consiglieri grillini. 

"E' una lunga battaglia, - afferma uno dei manifestanti - ma non è ancora persa. A parte la questione giuridica, c'è da tutelare la nostra salute. Poi ritengo no sia il sistema più economico per smaltire i rifiuti, il trattamento a freddo, per esempio, ha dei costi nettamente inferiori". "Ho sempre partecipato alle manifestazioni contro l'inceneritore - ha dichiarato l'assessore Folli - si tratta di una vicenda che presenta continui colpi di scena. Sono contento che ci siano ancora tanti cittadini che credono vi possa essere un'inversione di rotta. Stiamo facendo tutto il possibile per bloccarlo. Andremo avanti sino in fondo, ed anche oltre".

Aldo Caffagnigni del GCR l'associazione promotrice della manifestazione sostiene che "bisogna verificare se i fenomeni di corruzione legati al cantiere di Ugozzolo abbiano influito anche sulla qualità dell'impianto. In questa battaglia il nostro comitato ha dovuto fare le veci delle associazioni ambientaliste che latitano. Prima tra tutte Legambiente. Ma si sa quando si dice Legambiente, si parla di Arci ed Arci significa Pd, quindi appoggio incondizionato al termovalorizzatore". Presente anche l'associazione Rubbiano per la Vita che da anni lotta contro l'impianto di Laterlite. "Con questa presa di coscienza - spiega Gianluca Ori presidente di Rubbiano per la Vita - abbiamo dato il via ad un nuovo concetto di società. Non può più essere tutto improntato al mero consumismo. I valori primari sono l'ambiente e la salute. L'incenerimento è consumismo, un modello di sviluppo ormai superato".

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Le idee dal basso non mancano. "Sono io a decidere a chi dare la spazzatura, - afferma un manifestante - è mia e la dò a chi non la brucia. Va bene continuare la battaglia sul fronte giudiziario. Credo però sia necessario iniziare a parlare di boicottaggio. Bisognerebbe costituire al più presto dei gruppi, tipo i gruppi di acquisto solidale, dei gruppi di smaltimento solidale, in cui si raccolgono i rifiuti e si danno a gestori che li smaltiscono in maniera ecosostenibile". "La speranza che si possa tornare indietro c'è, - sentenzia uno dei partecipanti ad inizio corteo - non è impossibile. L'impianto è già costruito? Non è un problema! Lo riconvertiremo in un centro di stoccaggio d'eccellenza".

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