Scoperti i 'furbetti' dell'Isee, agevolazioni e esenzioni senza averne diritto: 7 denunce

La Guardia di Finanza ha scovato alcune persone che hanno omesso di dichiarare alcuni redditi nell'Isee per ottenere agevolazioni per le case popolari, le rette scolastiche, i ticket sanitari e il gratuito patrocinio per l'avvocato

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Parma ha quindi svolto una serie di controlli a tappeto in materia, mediante attività di intelligence e con l’ausilio delle banche dati in uso alla Guardia Di Finanza, per scovare coloro che hanno volontariamente omesso di inserire nelle certificazioni dell’ISEE alcuni dati reddituali. I controlli irregolari in città e provincia sono stati in totale 23, svolti nei confronti di soggetti sia italiani che stranieri.

Tra le attività istituzionali della Guardia di Finanza, infatti, rientra la tutela della spesa pubblica che si esplica, tra l’altro, anche mediante i controlli alle cosiddette “Prestazioni Sociali Agevolate”, ovvero quelle prestazioni concesse da Enti pubblici a persone con specifici profili reddituali al fine di permettere l’accesso agevolato o gratuito, ad esempio, agli asili nido, alle mense scolastiche, alle borse di studio o all’edilizia residenziale pubblica. Rientrano in questo contesto anche le richieste finalizzate ad ottenere il patrocinio a spese dello Stato e le esenzioni dal pagamento del ticket per i farmaci e le prestazioni specialistiche sanitarie.

A fronte di questi controlli sono stati denunciati complessivamente sette soggetti, tre di questi, uno di Traversetolo, due di Torrile, per aver omesso di indicare parte dei redditi percepiti nell’ISEE presentata per richiedere il patrocinio a spese dello Stato, ovvero quell’istituto che garantisce il patrocinio di un avvocato alle persone che, a causa del reddito basso, non sono in grado di sostenere il costo per munirsene autonomamente. Tra i soggetti denunciati è significativo il caso di un indagato per il reato di truffa che ha fatto istanza, nel 2015, per essere assistito da un legale a carico dello Stato, dichiarando dei redditi pari a 2.800 euro, quindi inferiori alla soglia, indicata dall’art 76 D.P.R.. 115/2002, di 11.500 euro circa, per ottenere il beneficio. In realtà, gli accertamenti esperiti dalla Guardia di Finanza hanno consentito di accertare in capo al soggetto redditi ben oltre la soglia prevista che quindi non gli permettevano di ottenere il patrocinio a spese dello stato.

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