Frode fiscale per 1,4 miliardi di euro: un parmigiano tra i 17 arrestati

Al centro dell'inchiesta c'è lo studio di consulenza tributaria e del lavoro Gesti, che ha sede a Milano: secondo gli inquirenti forniva agli imprenditori interessati diverse soluzioni per non pagare le tasse

Ha numeri davvero allarmanti l'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia che ha portato all'emissione di 25 ordinanze cautelari: 8 persone sono finite in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 8 sono state sottoposte all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra gli arrestati c'è anche un parmigiano. Per ognuno di loro l'accusa è di aver frodato l'erario per ben 1 miliardo e 364 milioni di euro. Al centro dell'inchiesta c'è lo studio di consulenza tributaria e del lavoro Gesti, che ha sede a Milano: secondo gli inquirenti forniva agli imprenditori interessati diverse soluzioni per non pagare le tasse.  "Un'organizzazione di professionisti che operavano contro la collettività", così il procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno, lo ha definito.

Per questa ragione quattro membri dello studio sono accusati anche di associazione a delinquere: il titolare Graziano Gesti, la socia e fidanzata Elisabetta Dell'Onore, il factotum Busetti Fabrizio e l'anziano prestanome Roveda Antonio. Per i primi tre, tutti residenti nella bergamasca, si sono spalancate le porte del carcere, mentre per il 77enne lodigiano è stata disposta la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

Allo studio si rivolgevano prevalentemente imprenditori senza scrupoli, attivi nel settore dell'edilizia e residenti principalmente nell'area di Palazzolo, Chiari, Orzinuovi e Rovato e nella bergamasca. Per 4 di loro - due dei quali di casa a Castelcovati, uno a Desenzano e un altro a Coccaglio- è stata disposta la detenzione in carcere. 7  imprenditori bresciani sono finiti ai domiciliari e 4 sono stati sottoposti all'obbligo di firma.

Al termine delle indagini, scattate nel 2015, sono stati sequestrati 520 conti correnti, 199 immobili dislocati in tutta Italia, per un valore totale di 15milioni di euro, 22 terreni e 58 auto di lusso.

Gli imprenditori arrivavano allo studio milanese grazie al passaparola. Secondo le indagini in base alle esigenze dei clienti, i professionisti studiavano un pacchetto ad hoc per pagare meno tasse del dovuto o non pagarle affatto, offrendo una vera e propria 'assistenza frodatoria' fiscale e previdenziale tramite la falsificazione delle contabilità con fatture inesistenti, prodotte tramite l'utilizzo di loghi di imprese ignare, e la creazione di società cartiere, ben 132 quelle scovate dalla Guardia di Finanza. 

Ai clienti più esigenti veniva offerto il pacchetto 'all inclusive' che comprendeva la domiciliazione fittizia della società creata per l'emissione di false fatture, la fornitura del prestanome e la gestione della contabilità. Tramite questo sistema fraudolento gli imprenditori si arricchivano a dismisura, tanto che uno degli arrestati era riuscito ad acquistare ben 33 immobili. 

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