Percepì illegittimamente 1.5 milioni: sequestrati 700 mila euro a un dipendente dell'Università

La Guardia di Finanza ha eseguito il provvedimento della Corte dei Conti di Bologna: il dipendente avrebbe volto numerosi incarichi extraprofessionali incompatibili con il pubblico impiego

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Parma ha sottoposto a sequestro conservativo beni immobili per un valore di circa 700 mila euro, nella disponibilità di un noto pubblico dipendente del locale Ateneo. Il provvedimento cautelare è stato emesso dalla Corte dei Conti di Bologna, su richiesta della Procura presso la Sezione Giurisdizionale per l’Emilia Romagna alla stessa sede, nell’ambito di un istruttoria avviata - nei confronti del pubblico dipendente - a seguito di complesse ed articolate indagini esperite in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e di incarichi nei confronti di pubblici dipendenti.

L’attività avviata dalle Fiamme Gialle si inserisce tra i compiti a tutela della finanza pubblica cui la stessa è demandata a svolgere in maniera ancor più preminente rispetto al passato. In tale contesto, infatti, nell’ultimo periodo, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli in materia di spesa pubblica, avviando diverse attività d’iniziativa in strettissima sinergia con l’A.G. ordinaria e - soprattutto - con  quella contabile. Nel caso di specie, è stato accertato che il pubblico dipendente, in assenza della prevista autorizzazione da parte dell’Ente di appartenenza, ha svolto numerosi incarichi extraprofessionali incompatibili con il già rigoroso regime del pubblico impiego in generale e ancor di più della peculiare normativa di settore, cui lo stesso pubblico dipendente appartiene.

Le attività esperite hanno inoltre permesso di appurare che quest’ultimo, quantomeno nell’ultimo decennio sottoposto a controllo, non solo non ha mai richiesto la prevista autorizzazione all’Ente di appartenenza ma non ha mai comunicato - allo stesso - di aver eseguito alcuno degli incarichi eseguiti svolti per conto di soggetti pubblici e privati. L’ammontare complessivo dei compensi illegittimamente percepiti - a fronte delle prestazioni extraprofessionali incompatibili svolte - ammontano a circa 1,5 milioni di euro.

L’illecita condotta del pubblico dipendente ha comportato l’irrogazione - da parte del Nucleo PT di Parma - di sanzioni amministrative ai committenti degli incarichi extraprofessionali, la proposta di recupero delle somme illegittimamente percepite dal dipendente pubblico e, nei confronti di quest’ultimo, l’avvio di un procedimento disciplinare nonché il deferimento alla Corte dei Conti per il danno erariale emergente arrecato al proprio ente di appartenenza, alla base delle motivazioni del sequestro conservativo.

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