La Legge di Bilancio 2019 ha ripristinato la misura del “pensionamento anticipato” per i commercianti

Confesercenti: "Una boccata d’ossigeno per le imprese"

Dopo una lunga discussione politica, la Legge di Bilancio 2019 (art. 1 commi 283 e 284) ha finalmente accolto le richieste di Confesercenti e delle confederazioni del commercio e dell’artigianato a tutela dei commercianti e in particolare dei rivenditori di giornali, i quali da due anni chiedevano misure più adeguate per fronteggiare la crisi.

Sono tre le importanti novità introdotte dalla nuova legge che daranno un’importante boccata d’ossigeno a diversi settori del commercio: la prima riguarda la reintroduzione dell’indennizzo per la cessazione definitiva delle attività commerciali, dopo due anni di interruzione. Una misura che consente ai commercianti, in regola con i requisiti anagrafici (62 anni per gli uomini e 57 per le donne) e iscritti da almeno cinque anni alla Gestione Commercianti dell'Inps, di usufruire del cosiddetto “pensionamento anticipato”. 

In poche parole a partire dal 1° gennaio 2019 i commercianti, previa richiesta di “rottamazione” della licenza, potranno beneficiare di un assegno mensile pari a 513,01 euro fino al raggiungimento dell'età pensionabile. Ne potranno usufruire tutti i titolari o collaboratori di attività commerciali al minuto, in sede fissa o ambulante, i gestori di bar, ristoranti, chioschi e gli agenti di commercio.

La seconda novità riguarda l’esclusione delle edicole, per tutti i chioschi su aree pubbliche e per il commercio ambulante dalle limitazioni imposte dalla legge Bolkeistein. Il terzo ed ultimo provvedimento è esclusivamente a favore dei rivenditori di giornali e riviste, perché per gli anni 2019 e 2020 è riconosciuto un credito d’imposta, più comunemente nominato bonus fiscale, pari a 2mila euro.

Per Luca Vedrini, direttore di Confesercenti Parma, si tratta di tre provvedimenti essenziali e di respiro sociale perché in questo modo si tutelano diritti fondamentali: “Sono provvedimenti che alleggeriscono il peso per molte imprese del commercio che da anni combattono con difficoltà alle modificazione degli stili di consumo e della crisi. E’ un primo passo per riconoscere i fondamentali diritti delle imprese. Confesercenti si augura che si possa intervenire con ugual misura su tutte le piccole e medie imprese del commercio e del turismo oltre a prevedere una semplificazione reale della burocrazia che ingessa il settore e che obbliga gli imprenditori ad adempimenti anacronistici”. 
 

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