Ecolegalità, la scuola contro le ecomafie al Liceo Bertolucci

L’impegno di Legambiente per la diffusione della cultura della legalità grazie ad un progetto di approfondimento sul tema delle ecomafie realizzato in 4 scuole della regione, tra cui il Liceo Bertolucci di Parma

Sono 4 le scuole della regione coinvolte nel progetto Ecolegalità2.0 presentato da Legambiente Emilia Romagna in risposta ad un bando del Servizio Politiche per la Sicurezza e della Polizia Locale della Regione Emilia Romagna. Un progetto che ha come obiettivo principale la diffusione della cultura della legalità tra i ragazzi delle scuole medie superiori, e l’approfondimento tecnico sulle ecomafie, ovvero su tutte le forme di aggressione al patrimonio ambientale del nostro Paese ad opera delle organizzazioni mafiose.
 
Il progetto coinvolge circa 200 ragazzi, tra cui la classe II D del Liceo Bertolucci di Parma, che oggi ha preso parte ad una giornata di approfondimento sul tema ecomafie e delle relazioni criminali tra imprenditoria del nord e gruppi mafiosi, insieme al proprio Preside Aluisi Tosolini, a Luca Frazzi, del Comando provinciale del Corpo Forestale, e ad un esponente di Radio Siani.com, una radio libera di Ercolano con sede in un bene confiscato alla mafia.
 
"Il nostro Istituto - dichiara il Dirigente Aluisi Tosolini - ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, volto a informare e rendere consapevoli i ragazzi su problemi di corruzione e di ecolegalità. Attraverso questa iniziativa, che rientra pienamente nell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, vogliamo educare i ragazzi a non girare la testa dall’altra parte davanti a problemi solo apparentemente lontani, invece radicati - purtroppo - anche nella nostra realtà.”
 
Come rilevato anche dal Dossier annuale di Legambiente “Ecomafie”, l’Emilia-Romagna occupa una posizione preoccupante nella classifica italiana dei reati ambientali. Nel 2013, ad esempio, ha registrato non solo 837 infrazioni accertate, 1.219 denunce e 237 sequestri, ma si è confermata come uno dei “palcoscenici” prediletti dalla ‘ndrangheta e dei suoi alleati, collocandosi al secondo posto in Italia per numero di “segnalazioni di matrice ‘ndranghetista” (ben 50), subito dopo la Lombardia che registra 55 segnalazioni.
 
Perché è qui che le organizzazioni mafiose trovano quel giusto mix tra opportunità di business, flussi di denaro e assenza di conflittualità civile per svolgere nell’ombra le loro attività criminali, e per trarre il massimo vantaggio dalle occasioni di difficoltà di cittadini e imprenditori, si tratti degli effetti della lunga crisi economica che ha spinto al bisogno di liquidità imprese e privati, o di eventi di eccezionale gravità e danno materiale come un terremoto.
 
Come ha dimostrato la recente operazione dei Carabinieri che ha portato all’arresto di oltre 120 persone in regione, alcuni delle quali per illeciti commessi proprio nel parmense, la diffusione delle organizzazioni mafiose sul nostro territorio impone non solo un controllo sempre più serrato da parte delle autorità preposte, ma anche una definitiva presa di coscienza e di riconoscimento della presenza mafiosa nei nostri territori da parte della classe politica e della cittadinanza, a partire dalle future generazioni di professionisti e imprenditori.
 
Per queste ragioni Legambiente Emilia Romagna ha proposto al mondo della scuola quest’attività formativa, in cui sono coinvolti docenti e studiosi del settore ecomafie, e lo stesso Corpo Forestale dello Stato, al quale spetteranno gli approfondimenti sul lavoro svolto sul territorio per contrastare le attività illegali delle associazioni criminali.
 
“La cultura dell’ecolegalità - dichiara Luca Frazzi, del Comando provinciale Corpo Forestale dello Stato di Parma - deve partire dal presupposto che l’ambiente è prima di tutto patrimonio della collettività, quindi è anche patrimonio di ciascuno di noi. Solo con questa consapevolezza saremo in grado di rispettare ed usufruire dell’ambiente come faremmo con qualsiasi altro bene che ci è caro e, in tal modo, adempiremo al dovere etico di tramandarlo alle nuove generazioni in condizioni migliori.”
 
A conclusione delle attività, il progetto prevede che le classi delle scuole coinvolte (oltre al Bertolucci di Parma, il Liceo Copernico di Bologna, l’ITIS Corni di Modena e l’ITE Matteucci di Forlì), partecipino ad un concorso per il migliore prodotto di comunicazione sull’ecomafia realizzato dagli stessi ragazzi, scelto e premiato da una giuria di addetti al settore nel corso di un evento pubblico regionale che si terrà nell’estate di quest’anno.

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