Facchini, i sottopagati dei 5 euro. Tra cooperative fittizie e infiltrazioni

Laura Bertolini della Filt-Cgil svela i meccamismi distorti del settore: "Non viene mai applicato il contratto nazionale, non pagano gli straordinari. Il tempo di vita medio di queste cooperative è di circa un anno"

Merci e facchinaggio. Un mondo fatto di subappalti e sfruttamento. La Cgil lancia l'allarme irregolarità di un settore nevralgico per il mercato dove i sindacati faticano ad entrare. "Il lavoro nero non è il problema principale - spiega Laura Bertoletti della Filt Cgil - i trasportatori, ad esempio, per viaggiare devono avere un contratto con sè. Lo impone il codice della strada, si rischia il sequestro del mezzo se non viene esibito. Eppure pur avendo un contratto in forze spesso ai lavoratori non vengono pagati i contributi. E in alcuni casi neanche gli stipendi. Oggi va di moda non pagare i dipendenti. Succede in tutti i settori, ma in quello dei trasporti il fenomeno è ancora più diffuso".

TRASPORTI: INFILTRAZIONI CRIMINALI. "La mortalità delle aziende - continua Bertoletti - è altissima. Queste non pagano i lavoratori per mesi, poi chiudono. Vengono messe in liquidazione e dopo poco tempo riappaiono sul mercato sotto altro nome, in altre città o a volte all'estero. Questo crea concorrenza sleale. Chi paga regolarmente i lavoratori è meno competitivo sul mercato e soccombe. Dal punto di vista sindacale abbiamo una difficoltà enorme ad intervenire. Quasi nessun dipendente è sindacalizzato e non avendo un luogo fisico di lavoro è quasi impossibile organizzare delle assemblee. In più è estremamente complicato attribuire le responsabilità ai titolari perchè le aziende di trasporti operano in un groviglio di appalti e subappalti dove venire a capo della catena di relazione risulta difficoltoso. In questo campo si può trovare di tutto anche infiltrazioni criminali perchè per i titolari i margini di guadagno possono essere molto alti".

FACCHINI: 5 EURO LORDI ALL'ORA. Per i facchini è ancora peggio. "L'illegalità è ancora più diffusa in questa categoria, - dichiara la funzionaria Filt - i lavoratori sono maggiormente a rischio. E' un sistema di subappalti a consorzi che delegano il lavoro alle cooperative. Pochissime sono vere, tutte le altre sono cooperative fittizie. Per lavorare i dipendenti devono diventare obbligatoriamente soci, ma in realtà non partecipano alle assemblee e a nessun processo decisionale. Sono sottopagati, non viene mai applicato il contratto nazionale, ferie e malattia non sono retribuite, si inventano escamotage per non pagare gli straordinari. Il tutto per 5 euro lordi l'ora. Il tempo di vita medio di queste cooperative è di circa un anno. Gli ultimi mesi non pagano i facchini. Poi spariscono e riaprono con un'altra ragione sociale. La crisi non fa altro che accentuare questi fenomeni".

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