Un anno dopo, Manenti ci rimette la faccia: "Sono innocente, non è vero niente"

"Non penso che 500 euro possano ritenersi una transazione miliardaria. Non so chi mi abbia tradito, pensateci voi, dico solo che di quella storia non è vero niente"

Giampietro Manenti asserragliato dai giornalisti

Tre minuti di chiacchierate, zero concetti. Quando parli con Giampietro Manenti ti devi sempre ricordare chi hai dall'altra parte del telefono. Perché è facile che chi parla perda la pazienza e chi ascolti intanto se la ride. La sua solita strafottenza, mista all'aria 'vaga' per usare un eufemismo, sembra essere costruita ad arte per farti arrabbiare. Manenti è così, uno che a distanza di un anno esatto dal suo arresto, dopo tutto quello che è successo, ha ancora la faccia tosta e la voglia di dichiararsi innocente. "Non mi ricordo nulla - dice a Radio Parma - è passato un anno". Giampietro Manenti è stato arrestato la mattina del 18 marzo dalla Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Roma riguardante il reimpiego di capitali illeciti. Oltre a Manenti altre 22 persone sono finite in manette, i reati contestati sono peculato e autoriciclaggio con l'aggravante del metodo mafioso. Arrestato il presidente del Parma Giampietro ManentiArrestato il presidente del Parma Giampietro Manenti. Arrestato il presidente del Parma Giampietro Manenti Nell'ipotesi accusatoria Manenti avrebbe avuto a disposizione un canale per acquisire questi fondi: una società che può ricevere merchandising. Il Parma avrebbe dovuto rappresentare uno strumento, un canale giusto per incamerare una somma. Secondo il Pm Michele Prestipino il gruppo criminale, sgominato dalla Guardia di Finanza, avrebbe tentato di mettere a disposizione di Manenti 4,5 milioni di euro attraverso provviste finanziarie su carte di credito clonate, attraverso l'uso delle somme in operazioni commerciali come sponsorizzazioni, gadget e abbonamenti allo stadio. L'operazione di riciclaggio non è andata a buon fine e a quel punto sono intervenuti i finanzieri. Sarebbe stato fatto anche un tentativo di scaricare le somme attraverso il Pos della biglietteria del Tardini. Di tutto questo, Giampietro Manenti non ricorda assolumente nulla. E, come se niente fosse, non si scompone e va avanti a sostenere le sue ragioni. Ultimamente è stato visto a Parma: "Ci lavoro a Parma". Perché in questo anno, dal 18 marzo 2015 al 18 marzo 2016, il buon Manenti, ha lavorato: "Non so nulla della vicenda che mi riguarda, ai tifosi del Parma ho già detto ciò che pensavo il primo marzo. In questo anno ho lavorato e con il calcio ho chiuso, basta, anche se guardo i risultati del Parma. Allo stadio andrò quando avrò tempo". Ma il dolce, da che mondo è mondo, arriva sempre alla fine: "La vicenda delle carte di credito clonate? Non è vero niente, perché 500 euro non penso che sia una transazione miliardaria. Non so chi mi abbia tradito davvero in quel periodo, pensateci voi".  

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