Travaglio e il suo slurp: la lingua batte dove il potente vuole

Un excursus ironico ma fin troppo veritiero su come il giornalismo italiano ha descritto ("con quintali di saliva") chi ha governato l'Italia durante la Seconda Repubblica

La lingua batte dove il dente duole, diceva l'antico detto. A giudicare dallo spettacolo di Marco Travaglio andato in scena ieri sera all'Auditorium Paganini, intitolato "Slurp", verrebbe da dire che in realtà "la lingua batte dove il potente vuole". In tre ore il noto giornalista e direttore de Il Fatto Quotidiano ripercorre vita e opere dei leader della politica recente italiana nelle cronache dei principali giornali nazionali, andando a pescare grazie alla sua incredibile capacità enciclopedica articoli degni dell'Istituto Luce di mussoliniana memoria. Il contrasto fin dall'inizio dello spettacolo appare chiaro, lampante ed allo stesso tempo stridente. Scalfari, Ferrara, Riotta, Farina, Cazzulo, Vespa ed una sfilza di giornalisti che da decenni si occupano di raccontare agli italiani la politica italiana, hanno avuto parole di elogio verso praticamente chiunque si sia avvicinato al potere negli ultimi trent'anni.

Da Andreotti a Craxi, da Berlusconi a Prodi, da Letta a Napolitano, fino ovviamente a Renzi e Mattarella. Travaglio, accompagnato dall'ottima Giorgia Salari, snocciola decenni di adulazioni, leccaculismi sfrenati, descrizioni quasi mitologiche e caterve di complimenti bipartisan, accompagnate da, citando il giornalista, una quantità incredibile di "saliva". Lo spettacolo parte con un paragone tra le cronache dell'Istituto Luce (quello vero) sulla vita di Mussolini ed alcuni estratti tratti dai principali giornali italiani della routine quotidiana di Matteo Renzi. Poi le tre ore scorrono veloci in un excursus divertente, ironico ma purtroppo fin troppo veritiero di uno spaccato importante del giornalismo italiano: quello che ha descritto coloro che hanno occupato le poltrone di Governo durante la Seconda Repubblica. Profondo conoscitore dei tempi televisivi, lui che da anni propone al telespettatore monologhi a ritmo sostenuto e sempre efficaci, Travaglio spesso ironizza su alcuni dei personaggi menzionati durante lo spettacolo, ma quell'ironia spesso viene superata abbondantemente dai giornalisti citati in "Slurp", uno spettacolo palesemente collaudato con forse un'unica pecca dal punto di vista tecnico: l' "effetto Istituto Luce" che modificava la voce della Salari in alcuni momenti della serata rendeva difficoltosa la comprensione di alcuni passaggi. È però un semplice dettaglio per un'esibizione che ha convinto tutti i presenti. Alla fine, dopo un lungo applauso, allo spettatore non è rimasto che tornare a casa con in testa la legittima domanda posta dallo stesso Travaglio al termine della serata: ma se i principali giornali e media italiani hanno lodato praticamente tutti i politici che hanno governato l'Italia negli ultimi decenni, perchè il Bel Paese è sempre sull'orlo del baratro?
 

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