"Movida", divieto di bivacco? Stop in Commissione. Iotti: "Cosi si censura qualsiasi comportamento"

Ancora un semaforo giallo per il regolamento "Movida". I consiglieri Iotti (Pd) e Vagnozzi (M5S) avevano proposto di rivedere alcuni passaggi critici. L'approvazione è rimandata alla prossima seduta

Ancora un semaforo giallo per il regolamento “Movida”. La IV commissione consiliare "Patrimonio" è tornata a riunirsi mercoledì pomeriggio per esaminare il documento dopo che nella precedente seduta i consiglieri Iotti (Pd) e Vagnozzi (M5S) avevano proposto di rivedere alcuni passaggi critici.

La nuova discussione ha comunque evidenziato nuovi elementi di criticità nella formulazione di alcune prescrizioni. È il caso dell’articolo 5 comma 6 che prevede il divieto di pubblicizzare in tutte le forme (compresi i social network) offerte speciali relative alla somministrazione o vendita di alcolici. “Questa formulazione è troppo generica - ha spiegato Massimo Iotti - e va a penalizzare anche quegli esercenti che intendano promuovere ad esempio serate di degustazione e simili. Il regolamento deve saper distinguere tra chi promette alcol a poco prezzo da chi, per dire, organizza una serata di degustazione delle birre artigianali”.

Anche le norme relative al consumo all’esterno dei locali da parte della clientela hanno sollevato alcune perplessità: senza specificare un raggio di distanza dall’esercizio commerciale, ad esempio 10 metri, ogni ristoratore potrebbe essere ritenuto responsabile del comportamento dei clienti anche a diverse centinaia di metri dal proprio locale.

Controverso anche l’articolo con il quale si vieta la detenzione ai fini di consumo immediato di bevande alcoliche in contenitori di qualsiasi genere. “Se si vuole impedire l’uso del vetro - ha spiegato Iotti - non si capisce perché non lo si scriva chiaramente. In questo modo la norma è immediatamente comprensibile per chi la legge”. Allo stesso modo il divieto di bivacco sotto i portici dell’Ospedale Vecchio dovrebbe precisare meglio cosa si intenda per bivacco. Il rischio, anche in questo caso, è che “si censuri qualsiasi tipo di comportamento” creando di fatto un clima di terrore che certo sarebbe una cura peggiore del problema che si intende risolvere. Al termine di una lunga ed articolata discussione la commissione ha quindi stabilito di rimandare ad una prossima seduta l’approvazione del regolamento, in attesa di porre in atto diversi correttivi.

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